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Perché si russa?

Vibrazioni (poco) positive.

Il russamento è un fenomeno molto diffuso, ma altrettanto trascurato, in quanto si tende a credere, erroneamente, che rappresenti un problema solo per chi dorme vicino a noi. Russare invece può essere il campanello d'allarme di patologie ben più serie. Per questo motivo è importante indagarne le cause.

Il russamento (detto in termini scientifici roncopatia) è una vibrazione dei tessuti molli della faringe, ovvero palato, ugola, pilastri palatini e lingua, dovuta alla difficoltà dell’aria inspirata a passare nelle vie aeree superiori, poiché parzialmente ostruite.

Quando l’occlusione è completa, l’aria non passa, e si verifica un’apnea, con la conseguente interruzione dell’attività respiratoria. Sfortunatamente, questi episodi possono essere molto frequenti e causare nel paziente che dorme continue interruzioni del sonno impedendogli di riposare adeguatamente.

Non solo: le apnee notturne, se non trattate, possono anche causare l’insorgenza di patologie gravi quali: malattie cardiovascolari e diabete.

Proprio per questo motivo, è importante capire le cause del russamento, per porvi rimedio e tornare a dormire sonni tranquilli.

Quali sono le cause del russamento?

Non sempre è chiaro il motivo per il quale si russa di notte. Spesso, individuare l’origine può essere complicato, senza l’ausilio di esami specifici. Tuttavia, vi sono alcune cause del russamento più comuni di altre. Tra queste:

  • Avanzare dell’età – Con l’avanzare dell’età (dai 50 anni in poi) vi è un rilassamento dei muscoli della gola, che entrano in vibrazione con il passaggio dell’aria. Non solo: la lingua, organo molto voluminoso, tende a cadere all’indietro se non sorretta da muscoli tonici. Queste condizioni, dunque, favoriscono il fenomeno del russamento.
  • Sovrappeso e obesità – Persone obese o in sovrappeso hanno un rischio ben maggiore di russare: i depositi di adipe nella parte superiore del corpo, infatti, soprattutto se collocati intorno al collo, possono ostacolare la respirazione, generando russamento.
  • Alcool e farmaci – Le bevande alcoliche (se assunte in particolar modo nelle ore che precedono il sonno) possono favorire un eccessivo rilassamento muscolare e quindi determinare la roncopatia.
  • Utilizzo di tranquillanti – I farmaci con azione miorilassante, tranquillanti soprattutto, tendono anch’essi a rilassare la muscolatura, concorrendo tra le cause del russamento.
  • Alterazioni anatomiche – Le più tipiche alterazioni anatomiche che sono causa di russamento sono: deviazione del setto nasale, ipertrofia adenotonsillare, poliposi nasale o da apnea notturna.

 

Anche il sesso è un fattore di rischio. Infatti, il problema del russamento fino ai 55 anni è prevalentemente maschile. In linea generale, gli uomini che soffrono di russamento cronico sono circa il 40-45%, mentre le donne il 25-28%. Le donne ne soffrono sicuramente in età meno giovane, ma sappiamo anche che con l’arrivo della menopausa – con i cambiamenti ormonali che questa comporta – le percentuali si attestano a livelli simili a quelli maschili.

 

Se le apnee notturne sono causa di russamento

In alcuni casi, però, il russare può essere determinato da un disturbo ben più grave, noto con il nome di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).

Molto spesso la roncopatia viene sottovalutata e associata a cause generiche. Si pensi che solo in Italia è stato calcolato che a soffrire di questa sindrome siano circa 12 milioni di persone. Purtroppo, però, solo il 20% ne è consapevole.

Quando, dunque, indagare meglio le vere cause del russamento? Nel momento in cui questo sintomo si presenta molto spesso, e si associa ad altri campanelli di allarme come stanchezza appena svegli, enuresi notturna, risvegli frequenti durante la notte con una strana sensazione di mancamento d’aria. Ecco, in questi casi, è necessario sottoporsi a degli esami più specifici, per indagare le cause della roncopatia.

 

Quando fare la polisonnografia

Dunque, come abbiamo visto, capire le cause del russamento è fondamentale per escludere o confermare se si soffre di OSAS. L’esame di riferimento per diagnosticarle è la polisonnografia.

Si tratta di un esame semplice ed eseguibile comodamente al domicilio, dove non occorre nessun tipo di preparazione. Non solo: è indolore e non invasivo. Grazie a questo esame, è possibile monitorare il flusso respiratorio, il russamento, la frequenza cardiaca, la posizione assunta durante la notte, l’ossigenazione del sangue e la presenza di apnee notturne. Solo così possiamo scoprire se i sintomi sono riconducibili alla sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

 

Rimedi e consigli per non russare

Se la diagnosi dovesse essere confermata, il rimedio indicato per la sua risoluzione è la terapia ventilatoria con CPAP, un dispositivo che assicura la ventilazione durante il sonno, mantenendo le vie aree superiori aperte.

E se il russamento non fosse colpa delle OSAS? Ci sono comunque dei consigli utili per provare a smettere di russare. Tra questi:

  • Consumare cibi leggeri prima di coricarsi
  • Evitare bevande eccitanti e gassate
  • Seguire uno stile di vita sano
  • Perdere il peso in eccesso
  • Eliminare il consumo di alcolici
  • Smettere di fumare
  • Evitare di dormire in posizione supina

In ogni caso, ricordate l’importanza di capire le cause del russamento e del vostro malessere: se trascurati potrebbero avere conseguenze negative sulla vostra salute, oltre che sulla qualità della vita in generale.

 

A cura del Team SonnoService