Dr.ssa Anna Losurdo

Articolo del 19-08-2026

Quando i sintomi dell’asma hanno conseguenze sul sonno e provocano risvegli notturni si parla solitamente di asma notturna. In molti soggetti, infatti, questo disturbo si manifesta con tosse, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e difficoltà respiratoria tendono a peggiorare di sera, durante la notte o nelle prime ore del mattino. Questo peggioramento non dovrebbe essere sottovalutato: secondo le linee guida internazionali GINA (Global Initiative for Asthma), i risvegli notturni sono un segnale importante di asma non controllata e devono spingere a rivalutare la terapia e gli eventuali fattori scatenanti. Inoltre, dormire male a causa dell’asma può tradursi in sonnolenza diurna, stanchezza, riduzione delle performance quotidiane e peggioramento della qualità della vita.

Proviamo a capire perché l’asma peggiora di notte, quali sintomi non sottovalutare e quando approfondire con uno specialista del sonno o del respiro per impostare un percorso diagnostico e terapeutico adeguato.

 

Cos’è l’asma notturna?

Con il termine asma notturna si indica la comparsa o il peggioramento dei sintomi dell’asma durante la notte o al risveglio. Non si tratta di una malattia diversa, ma di una modalità di presentazione clinica molto comune: il paziente può svegliarsi con tosse, affanno, fischi respiratori o senso di oppressione al petto, oppure riferire un peggioramento dei sintomi nelle ore serali e nelle prime ore del mattino. Le linee guida GINA considerano i risvegli notturni dovuti all’asma uno dei parametri chiave per valutare il controllo della malattia. In pratica, se l’asma disturba il sonno, è necessario chiedersi se la terapia sia sufficiente, se vi siano trigger non controllati o se siano presenti condizioni associate, come rinite, reflusso o disturbi respiratori del sonno, che stanno contribuendo ai sintomi.

 

Quali sintomi dell’asma compaiono durante la notte?

I sintomi dell’asma notturna possono includere:

  • tosse notturna o al risveglio;
  • respiro sibilante (wheezing);
  • fiato corto o sensazione di non riuscire a fare respiri profondi;
  • costrizione toracica;
  • risvegli improvvisi con necessità di usare l’inalatore al bisogno;
  • sensazione di sonno leggero, frammentato o non ristoratore.

In alcuni casi il sintomo predominante è la tosse, soprattutto nei bambini o nei pazienti con asma non ancora ben controllata. Se gli episodi notturni si ripetono, il sonno può diventare frammentato e la persona può sentirsi stanca già al mattino.

 

Perché i sintomi dell’asma peggiorano di notte?

Il peggioramento notturno dell’asma non dipende da un’unica causa, ma è il risultato di una combinazione di fattori concomitanti che possono rendere le vie aeree più sensibili proprio nelle ore notturne. Tra i principali rientrano:

Il ritmo circadiano

L’asma è una malattia fortemente influenzata dal ritmo circadiano, cioè dall’orologio biologico che regola molte funzioni dell’organismo nelle 24 ore. Numerosi studi hanno dimostrato che la funzione polmonare tende a raggiungere il suo punto più basso durante la notte, in particolare nelle prime ore del mattino, e che proprio in questa fascia oraria i sintomi asmatici possono peggiorare.

Il sonno

Anche il sonno in sé può contribuire al peggioramento dei sintomi. Durante la notte cambiano il pattern respiratorio, la posizione corporea e il tono muscolare delle vie aeree superiori; inoltre, dormire in posizione supina può accentuare alcuni meccanismi che rendono più difficile respirare bene, soprattutto nei soggetti predisposti.

 

Allergeni e irritanti presenti in camera da letto

La camera da letto è un ambiente in cui trascorriamo molte ore al giorno e al cui interno sono presenti numerosi allergeni ed irritanti. L’esposizione prolungata a queste sostanze può favorire o peggiorare i sintomi dell’asma. Tra i più comuni allergeni rientrano:

  • acari della polvere presenti in materassi, cuscini, piumoni e tappeti;
  • muffe domestiche;
  • peli e forfora di animali;
  • fumo di sigaretta;
  • aria fredda e secca;
  • profumi, detergenti o spray irritanti;
  • infezioni respiratorie virali.

Reflusso gastroesofageo e rinite 

Reflusso gastroesofageo e la rinite/rinosinusite sono due condizioni molto frequenti nei pazienti asmatici ed entrambe possono peggiorare durante la notte.

Il reflusso tende spesso a essere più fastidioso da sdraiati e può favorire tosse, broncospasmo o risvegli. Anche l’ostruzione nasale cronica, costringendo a respirare con la bocca e peggiorando la qualità del sonno, può contribuire a rendere l’asma meno controllata. Le linee guida GINA raccomandano di considerare e trattare le comorbilità che possono influenzare il controllo dell’asma, inclusi GERD, rinosinusite, obesità e disturbi dell’umore.

Quali sono i sintomi dell’asma notturna da non sottovalutare?

Alcuni sintomi dell’asma notturna meritano particolare attenzione perché possono indicare che la malattia non è gestita in modo ottimale o che c’è necessità di rivalutare la terapia. Tra i principali campanelli d’allarme

Tosse notturna frequente

Una tosse persistente di notte o al risveglio può essere una manifestazione di asma, soprattutto se si accompagna a fischi respiratori, senso di costrizione toracica o peggiora con infezioni, aria fredda o allergeni.

 

Risvegli con fiato corto o senso di oppressione al petto

Svegliarsi di notte con la sensazione di “mancanza d’aria” o con un peso sul petto non dovrebbe essere considerato normale. Se succede più volte, è opportuno parlarne con il medico perché i risvegli notturni sono uno dei segnali più importanti di scarso controllo dell’asma di base.

 

Uso frequente dell’inalatore durante la notte

Se capita spesso di dover usare il broncodilatatore rapido di notte, è possibile che la terapia di fondo non stia controllando adeguatamente l’infiammazione bronchiale. Anche questo è un campanello d’allarme da non trascurare.

 

Stanchezza, sonnolenza e sonno non ristoratore

L’asma notturna non impatta solo sul respiro: disturbando il sonno, può causare stanchezza cronica, irritabilità, difficoltà di concentrazione e sonnolenza diurna. In alcuni pazienti il problema principale che li porta a chiedere aiuto non è l’affanno, ma il fatto di dormire male da settimane o mesi.

 

C’è un legame tra asma notturna e disturbi del sonno?

Sì. Il rapporto tra asma e sonno è bidirezionale: l’asma può disturbare il sonno, ma alcuni disturbi del sonno possono a loro volta peggiorare l’asma o generare sintomi sovrapponibili. In particolare:

 

Asma e apnea ostruttiva del sonno

Lapnea ostruttiva del sonno (OSAS) è il disturbo più frequente in chi presenta russamento, pause respiratorie notturne, sonnolenza diurna, sovrappeso o risvegli frequenti. In alcuni pazienti asmatici, la coesistenza di OSAS può contribuire a peggiorare i sintomi notturni e rendere più difficile il controllo dell’asma. La letteratura descrive da anni un’associazione tra asma notturna e disturbi respiratori del sonno, motivo per cui in presenza di sintomi sospetti è utile considerare un approfondimento diagnostico.

 

Russamento, sonno frammentato e risvegli ricorrenti

Se oltre all’asma sono presenti russamento abituale, pause respiratorie osservate dal partner, cefalea mattutina o sonnolenza diurna marcata, il medico può valutare se approfondire con un esame del sonno. Questo è particolarmente importante quando la terapia per l’asma sembra corretta ma i sintomi notturni persistono.

 

Cosa si intende per asma “non controllato”?

Secondo le linee guida GINA, si parla di asma non controllato quando si verificano due o più delle seguenti condizioni: 

  • presenza di sintomi diurni frequenti;
  • necessità di usare spesso il farmaco al bisogno;
  • limitazioni nelle attività;
  • risvegli notturni dovuti all’asma.

Questo vuol dire che l’asma che ci sveglia di notte non è semplicemente un “asma fastidioso”: è un’informazione clinica rilevante, perché può indicare che la malattia non è sotto controllo o che ci sono fattori aggravanti non ancora identificati.

 

Come avviene la diagnosi di asma notturna?

La diagnosi parte sempre da una valutazione clinica accurata: il medico raccoglie la storia dei sintomi, chiede quando compaiono, con quale frequenza, quali trigger li scatenano e come rispondono ai farmaci. È importante riferire se i sintomi compaiono soprattutto di notte o al risveglio, perché questa informazione può orientare la valutazione.

 

Quali sono gli esami consigliati?

La spirometria è uno degli esami cardine per la diagnosi e il monitoraggio dell’asma. In alcuni casi il medico può richiedere test di reversibilità broncodilatatoria, misurazioni del picco di flusso (PEF) o altri approfondimenti per documentare la variabilità dell’ostruzione bronchiale. Le linee guida GINA sottolineano che la diagnosi di asma si basa sulla presenza di sintomi respiratori variabili nel tempo e sull’evidenza di limitazione variabile del flusso espiratorio.

Per capire quanto l’asma incida sul sonno può essere utile compilare un diario dei sintomi e dei risvegli notturni, annotando: quante notti a settimana compaiono i sintomi; se ci sono risvegli; se è necessario usare l’inalatore; se al mattino ci si sente riposati o stanchi; se i sintomi peggiorano in particolari periodi dell’anno o in certi ambienti.

 

Quando è utile un esame del sonno?

Se oltre ai sintomi dell’asma sono presenti russamento, sospette apnee, sonnolenza diurna, risvegli frequenti o un sonno molto frammentato, il medico può valutare un approfondimento con polisonnografia o con altri esami del sonno, soprattutto per escludere un disturbo respiratorio del sonno associato.

 

Come si cura l’asma notturna?

Il trattamento dell’asma notturna non si limita alla gestione dei sintomi al momento della loro comparsa, ma richiede un controllo adeguato della malattia di base e l’identificazione dei fattori che contribuiscono al peggioramento notturno.  Le linee guida internazionali sottolineano l’importanza di una terapia di fondo adeguata, spesso basata su farmaci inalatori contenenti corticosteroidi, eventualmente in associazione con altri broncodilatatori a seconda della gravità e del profilo del paziente.

 

Quando cambiare la terapia?

Se i sintomi notturni sono frequenti, il medico può decidere di:

  • verificare la diagnosi;
  • controllare l’aderenza alla terapia;
  • correggere eventuali errori nell’uso dell’inalatore;
  • rivalutare dose e tipo di terapia di fondo;
  • considerare le comorbilità che mantengono l’asma non controllata;
  • trattare le condizioni associate (es. reflusso, rinite allergica, obesità o apnea del sonno).

 

Come migliorare la qualità del sonno se si soffre di asma?

Sul piano pratico, possono essere utili misure per ridurre i trigger in camera da letto come:

  • lavare regolarmente lenzuola e coprimaterasso;
  • ridurre polvere e tessili che accumulano acari;
  • trattare eventuale muffa;
  • evitare il fumo in casa;
  • tenere gli animali lontani dalla camera da letto se sensibilizzati;
  • mantenere una temperatura confortevole e un ambiente ben ventilato;
  • se si soffre di reflusso, evitare pasti abbondanti prima di coricarsi e dormire con la testa leggermente sollevata.

 

Quando rivolgersi al medico o allo specialista del sonno?

È consigliabile consultare il medico se l’asma:

  • ti sveglia di notte;
  • peggiora nelle prime ore del mattino;
  • richiede un uso frequente dell’inalatore di sollievo;
  • limita il sonno, il lavoro o le attività quotidiane;
  • non migliora nonostante la terapia già prescritta.

In presenza di risvegli frequenti, sonnolenza diurna, sospette apnee o sonno non ristoratore, può essere utile confrontarsi con specialisti esperti nella diagnosi dei disturbi del sonno, come il team di Sonno Service. In base ai sintomi e alla storia clinica, i nostri specialisti possono isuggerire gli approfondimenti più adatti, inclusa la polisonnografia domiciliare, un esame che consente di monitorare il sonno direttamente a casa e raccogliere dati utili per individuare eventuali alterazioni respiratorie notturne.

Contatta i nostri esperti.

 

FAQ – Domande frequenti su asma notturna

Perché l’asma peggiora di notte?

Perché di notte si sommano diversi fattori: variazioni circadiane della funzione polmonare ed i naturali cambiamenti ormonali e delle vie aeree durante il sonno , maggiore reattività bronchiale, fisiologia del sonno, posizione supina ed eventuale esposizione prolungata a trigger ambientali come acari, muffa o peli di animali. Anche reflusso gastroesofageo, rinite e apnea del sonno possono contribuire al peggioramento.

 

La tosse notturna può essere un segno di asma?

Sì. Una tosse che compare soprattutto di notte o al risveglio può essere una manifestazione dell’asma, soprattutto se si associa a respiro sibilante, senso di costrizione toracica o fiato corto. Va comunque valutata nel contesto clinico generale, perché esistono anche altre cause di tosse notturna, come reflusso, rinite o infezioni.

 

Svegliarsi di notte con il fiato corto significa avere l’asma non controllata?

Non sempre, ma è un segnale importante. I risvegli notturni dovuti all’asma rientrano tra i criteri usati dalle linee guida per valutare il controllo della malattia. Se accade con una certa frequenza, è opportuno parlarne con il medico.

 

L’asma notturna è pericolosa?

Può diventarlo se i sintomi sono frequenti, intensi o sottovalutati. L’asma notturna può essere il segno di un’asma non ben controllata e, se associata a crisi importanti, richiede una rivalutazione clinica. In caso di peggioramento rapido, difficoltà a parlare o scarsa risposta al broncodilatatore, è necessario rivolgersi subito a un medico.

 

L’asma notturna nei bambini è frequente?

I sintomi notturni possono comparire anche nei bambini e meritano attenzione, soprattutto se provocano risvegli, tosse persistente o limitano il riposo. In età pediatrica è importante una valutazione del pediatra o dello specialista per impostare correttamente diagnosi e terapia.

 

Se l’asma mi sveglia di notte devo cambiare terapia da solo?

No. Qualsiasi modifica della terapia deve essere decisa con il medico. Se i sintomi notturni aumentano, il passo corretto è contattare lo specialista o il medico curante per rivalutare il controllo dell’asma e l’aderenza al piano terapeutico.

 

Articolo del 19-08-2026

Dr.ssa Anna Losurdo

Specialista in Neurofisiopatologia Laurea in Medicina e Chirurgia e Specializzazione in Neurofisiopatologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico “A. Gemelli” di Roma. Durante il suo percorso formativo ha seguito studi clinici e di ricerca su sonno, stroke, epilessia, approfondendo la conoscenza di metodiche di registrazione elettroencefalografiche e polisonnografiche e realizzandone l’esecuzione. Ha assistito ad esami di approfondimento diagnostico avanzato (Sleep Endoscopy) della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno. Ha partecipato, come relatrice e moderatrice, a numerosi meeting nazionali ed internazionali di Medicina del Sonno. Ha preso parte a corsi di aggiornamento riguardanti il sonno dell’adulto e del bambino ed i disturbi relativi ad esso, la ventilazione non invasiva ed argomenti di interesse neurologico (Epilessia, Malattia di Parkinson, Ischemia cerebrovascolare, Miopatie). Autrice e co-autrice di circa 60 pubblicazioni su riviste scientifiche su tali argomenti. A Settembre 2016 ha conseguito il titolo di “Somnologist expert in Sleep Medicine”, dopo aver sostenuto l’ESRS (European Sleep Research Society) Examination for Sleep Experts presso l’Università di Bologna.