Dott.ssa Ilaria Laccu

Articolo del 15-10-2026

La parola criptoapnea viene usata per descrivere efficacemente un fenomeno spesso trascurato: un’apnea del sonno che non viene percepita dal paziente o dal partner perché manca uno dei segnali più conosciuti: il russamento rumoroso. “Criptoapnea” infatti non è un termine diagnostico scientifico proprio della medicina del sonno e non identifica una forma distinta di apnea riconosciuta dalle classificazioni cliniche. Viene tuttavia utilizzato nel linguaggio divulgativo per indicare quelle situazioni in cui un disturbo respiratorio durante il sonno rimane poco evidente, perché la persona non si accorge delle pause respiratorie e magari non russa in modo evidente. Le fonti mediche confermano infatti che è possibile avere apnea ostruttiva del sonno anche senza russamento percepibile e che alcuni pazienti possono avere sintomi poco specifici o non rendersi conto di ciò che accade durante la notte.

In questo articolo proviamo a capire cosa si intende con “criptoapnea”, quali segnali possono far nascere un sospetto, come viene diagnosticata un’apnea notturna e perché un esame del sonno può essere importante quando i sintomi non sono così evidenti.

 

Che cos’è la criptoapnea?

Quando si parla di criptoapnee o “apnee senza russamento”, nella pratica ci si riferisce soprattutto a persone che possono avere eventi respiratori durante il sonno senza un russamento evidente o senza risvegli percepiti. Mentre l’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, l’apnea centrale deriva da una temporanea alterazione dello stimolo respiratorio. Le due condizioni hanno meccanismi differenti, ma entrambe possono verificarsi senza che il paziente sia consapevole degli episodi.

Quando si parla di criptoapnea, quindi, è più corretto parlare di sospetto di disturbo respiratorio del sonno che può richiedere una valutazione medica e un esame del sonno. 

 

Quando si verifica un’apnea senza russamento?

Il russamento nasce dalla vibrazione dei tessuti delle vie aeree quando il flusso d’aria passa attraverso una zona ristretta. Un’apnea, invece, è un evento respiratorio definito dalla cessazione o dalla significativa riduzione del flusso, a seconda del tipo di evento e dei criteri utilizzati per la valutazione. Le due cose sono collegate, ma non coincidono: una persona può russare senza avere apnea e, viceversa, può avere apnea senza un russamento evidente.

Si può avere un’apnea senza russamento per cause diverse. In alcuni casi il russamento è molto lieve o intermittente; in altri, il tipo di evento respiratorio non produce il tipico rumore che associamo all’apnea ostruttiva. Nell’apnea centrale, per esempio, il problema non è principalmente un’ostruzione fisica delle vie aeree, ma una temporanea riduzione dello stimolo respiratorio (ad esempio, quando si dorme ad alta quota per effetto dell’altitudine), e il russamento può quindi essere assente. 

 

C’è differenza tra apnea e russamento?

È utile separare nettamente i due concetti. Russare non significa necessariamente soffrire di apnea, perché il russamento può essere presente anche in assenza di significative interruzioni della respirazione. Allo stesso tempo, non russare non permette di escludere un disturbo respiratorio del sonno. L’American Dental Association, nelle sue informazioni sull’OSAS, sottolinea proprio che il russamento semplice è frequente ma non è sempre presente nelle persone con apnea ostruttiva.

Il rumore, quindi, è soltanto uno degli elementi osservabili dall’esterno. Molti degli eventi realmente importanti vengono identificati attraverso parametri che non possiamo percepire direttamente: flusso respiratorio, movimenti toracici e addominali, frequenza cardiaca e ossigenazione. È per questo che, quando esiste un sospetto clinico, l’osservazione del partner o il semplice ascolto del russamento non possono sostituire una valutazione diagnostica.

 

Come si manifesta un’apnea silenziosa?

Un’apnea non percepita perché silenziosa può lasciare pochi segnali evidenti durante la notte e manifestarsi soprattutto il giorno successivo. Il paziente non necessariamente si sveglia, ma al mattino potrebbe sentirsi comunque poco riposato, avere mal di testa o avvertire una sensazione di sonno non ristoratore. L’NHLBI, istituto del National Institutes of Health statunitense, include tra i possibili sintomi dell’apnea del sonno: stanchezza e sonnolenza diurna, cefalea, difficoltà di concentrazione, risvegli frequenti, bocca secca e insonnia, oltre a russamento, pause respiratorie e respirazione rumorosa. Questi sintomi, però, non sono specifici dell’apnea. La stanchezza può dipendere da moltissime condizioni, così come il mal di testa mattutino o la difficoltà a concentrarsi. Per questo non sarebbe corretto utilizzare una lista di sintomi come strumento diagnostico autonomo. Tuttavia, il fatto di dormire un numero sufficiente di ore e sentirsi comunque sempre stanchi o notare risvegli frequenti, può far sorgere il dubbio di un problema respiratorio del sonno. 

 

Si può avere apnea del sonno senza russare?

Sì. È una delle informazioni più importanti quando si parla di criptoapnea. Il russamento è un sintomo molto comune dell’apnea ostruttiva, ma non è un requisito indispensabile per la diagnosi. Fonti cliniche recenti spiegano che alcune persone con OSAS possono russare poco, in modo intermittente oppure non essere percepite come russatori dal partner. La situazione è ancora più intuitiva nel caso dell’apnea centrale del sonno, nella quale l’interruzione della respirazione deriva da un problema di controllo dello stimolo respiratorio e non da un’ostruzione delle vie aeree. Anche in questo caso, quindi, il russamento non può essere utilizzato come criterio per decidere autonomamente se escludere o meno un problema.

Perché il russamento non basta per escludere l’OSAS

Il russamento può variare durante la stessa notte in base alla posizione del corpo, alla fase del sonno e al grado di restringimento delle vie aeree. Inoltre, se una persona dorme da sola, potrebbe semplicemente non sapere se russa o quanto russa. Il punto clinicamente rilevante è che l’assenza di russamento non esclude l’apnea. Se esistono sintomi compatibili o fattori di rischio, la valutazione deve prendere in considerazione l’intero quadro e, quando indicato, un esame del sonno. 

 

Perché le apnee non percepite possono disturbare il sonno?

Il fatto che una persona non ricordi un risveglio non significa che il cervello non abbia reagito a un evento respiratorio. Durante un’apnea ostruttiva, la riduzione o l’interruzione del flusso d’aria può modificare l’ossigenazione e aumentare lo sforzo respiratorio. La ripresa della respirazione può essere accompagnata da un micro-risveglio, che non comporta per il paziente la percezione della veglia in quanto limitato solo all’attivazione del sistema simpatico.

Ripetuti nel corso della notte, questi eventi possono dare luogo ad un sonno frammentato. Il problema non è quindi soltanto “quanto tempo ho dormito”, ma anche quanto il sonno è stato continuo e fisiologicamente stabile. L’OSAS è  infatti descritta in letteratura come una condizione caratterizzata da ostruzioni ricorrenti delle vie aeree, ipossia intermittente, frammentazione del sonno e attivazione del sistema nervoso simpatico.

 

Quali sono le conseguenze di un’apnea non riconosciuta?

Una delle difficoltà dell’apnea “silenziosa” è che i sintomi possono essere attribuiti ad altro. 

  • La stanchezza può essere considerata una conseguenza dello stress, la sonnolenza può essere imputata a poche ore di sonno e la difficoltà di concentrazione può essere collegata al lavoro o alla vita quotidiana. 
  • La sonnolenza diurna può essere particolarmente insidiosa perché tende a diventare “normale” per chi la sperimenta da anni. Una persona può abituarsi a sentirsi stanca al mattino, avere bisogno di molta caffeina o fare fatica a mantenere la concentrazione nel pomeriggio senza collegare questi segnali alla qualità del sonno.
  • Quando la sonnolenza è significativa, inoltre, può avere conseguenze pratiche sulla sicurezza. Il problema non è soltanto sentirsi meno energici, ma anche avere una ridotta capacità di mantenere l’attenzione in situazioni che richiedono vigilanza (ad esempio mentre si è alla guida). 
  • L’OSAS è stata associata a diverse condizioni cardiovascolari, tra cui ipertensione e aritmie, attraverso meccanismi che comprendono ipossia intermittente, attivazione simpatica, alterazioni vascolari e stress ossidativo. Questi segnali meritano una valutazione clinica, soprattutto in persone che presentano ipertensione, fibrillazione atriale o altre condizioni cardiovascolari.

Per questo i sintomi persistenti meritano una valutazione, soprattutto quando sono associati ad altri segnali compatibili con l’apnea.

 

Si può avere apnea del sonno senza sintomi evidenti?

È possibile che una persona non riconosca chiaramente i propri sintomi poiché il fenomeno è intrinsecamente difficile da osservare: gli eventi si verificano mentre si dorme e, nella maggior parte dei casi, non possiamo essere testimoni diretti della nostra respirazione notturna. L’NHLBI segnala esplicitamente che alcune manifestazioni dell’apnea possono essere notate da un’altra persona prima ancora che dal paziente. 

 

Come si scoprono le apnee che non si sentono?

Quando esiste un sospetto di criptoapnea, il modo per capire cosa succede realmente durante la notte è effettuare un esame del sonno. A seconda del quadro clinico, possono essere utilizzate la polisonnografia o, in adulti selezionati con sospetto di OSAS non complicata, un test domiciliare per l’apnea del sonno. L’obiettivo è registrare parametri fisiologici che permettano di identificare gli eventi respiratori e valutarne la frequenza e le caratteristiche. Il vantaggio è evidente: invece di cercare di ricostruire la notte sulla base delle sensazioni del mattino, si osservano dati oggettivi. È particolarmente utile proprio quando il paziente non russa, non ricorda risvegli o non ha un partner che possa riferire eventuali pause respiratorie.

 

Polisonnografia e monitoraggio cardiorespiratorio

La polisonnografia è un esame che registra diverse variabili fisiologiche durante il sonno. A seconda della tipologia, il monitoraggio può comprendere attività cerebrale, movimenti oculari, attività muscolare, respirazione, ossigenazione e altri parametri utili alla valutazione del sonno. Il monitoraggio cardiorespiratorio, invece, è focalizzato soprattutto sui parametri respiratori e cardiovascolari utili alla valutazione dei disturbi respiratori del sonno. L’AASM (American Academy of Sleep Medicine) inelle linee guida sull’utilizzo clinico dei test domiciliari per l’apnea del sonno e sulla diagnosi dell’OSAS riconosce il test domiciliare come alternativa alla polisonnografia in adulti selezionati con un quadro clinico compatibile con OSA, mentre la polisonnografia rimane necessaria in specifiche situazioni cliniche o quando il test domiciliare non è appropriato.

 

Sonno Service: dalla diagnosi alla terapia delle apnee notturne

La criptoapnea, intesa come definizione divulgativa delle apnee che possono passare inosservate perché non producono un russamento evidente, mette in luce un aspetto fondamentale della medicina del sonno: l’assenza di rumore non significa necessariamente assenza di disturbo. Quando il sospetto nasce proprio da sintomi difficili da interpretare, il primo passo è capire cosa accade realmente durante la notte. Sonno Service offre un percorso dedicato ai disturbi respiratori del sonno che parte dalla diagnosi: è possibile effettuare una polisonnografia cardiorespiratoria domiciliare, con strumentazione consegnata e ritirata a domicilio e referto elaborato da medici esperti in medicina del sonno. Quando viene indicata una terapia per l’apnea ostruttiva, SonnoService mette inoltre a disposizione CPAP e AutoCPAP, maschere, accessori e servizi di assistenza; il percorso può comprendere anche installazione a domicilio e monitoraggio della terapia.

Grazie ad una diagnosi accurata, ti aiuteremo a trasformare un sospetto in dati oggettivi e, quando necessario, in un percorso terapeutico personalizzato, dalla valutazione diagnostica alla gestione della terapia. 

Contattaci per una consulenza. 

 

FAQ – Domande frequenti su criptoapnea

Come capire se si soffre di apnea del sonno?

Non è possibile stabilire con certezza di avere un’apnea del sonno soltanto ascoltando il proprio russamento o osservando come ci si sente al mattino. Sonnolenza, stanchezza, cefalea mattutina, risvegli frequenti, bocca secca e difficoltà di concentrazione possono essere segnali compatibili, ma non sono specifici dell’OSAS.

Se questi sintomi sono persistenti, soprattutto se qualcuno nota pause respiratorie o episodi di soffocamento durante la notte, è opportuno parlarne con un medico. La diagnosi richiede una valutazione clinica e, quando indicato, uno studio del sonno.

 

Si può avere apnea del sonno senza russare?

Sì. Il russamento è frequente nell’OSAS, ma la sua assenza non esclude il disturbo. Alcune persone possono avere russamento molto lieve o intermittente, mentre altre possono presentare eventi respiratori senza un rumore evidente. Anche l’apnea centrale del sonno può manifestarsi senza il tipico russamento associato all’ostruzione delle vie aeree. Per questo non è corretto usare “non russo” come criterio per escludere l’apnea. Se esistono sintomi o fattori di rischio, la valutazione deve essere fatta considerando il quadro complessivo.

 

Quali sono i sintomi dell’apnea notturna?

I sintomi possono comparire sia durante la notte sia durante il giorno. Tra quelli riportati ci sono pause della respirazione, russamento, episodi di fame d’aria, sonnolenza e stanchezza diurna, cefalea mattutina, bocca secca, difficoltà di concentrazione, insonnia e risvegli frequenti per urinare. Non tutti questi segnali devono essere presenti contemporaneamente. In alcune persone il quadro può essere poco evidente, motivo per cui un disturbo respiratorio del sonno può rimanere non riconosciuto per molto tempo.

 

L’apnea del sonno può causare stanchezza anche senza risvegli?

Sì. Un evento respiratorio può determinare una risposta fisiologica e un micro-risveglio senza che la persona ne conservi memoria al mattino. La ripetizione di questi eventi può contribuire alla frammentazione del sonno e alla sensazione di non essersi riposati adeguatamente. Se la stanchezza è persistente nonostante una durata apparentemente adeguata del sonno, può essere utile parlarne con un professionista.

 

Quando bisogna fare un esame del sonno?

Non è necessario sottoporsi automaticamente a un esame ogni volta che si dorme male. L’esame diventa particolarmente utile quando esiste un sospetto clinico di disturbo respiratorio del sonno, per esempio in presenza di pause respiratorie osservate, episodi di soffocamento notturno, sonnolenza diurna persistente o altri sintomi compatibili. L’AASM raccomanda che la scelta tra test domiciliare e polisonnografia avvenga nell’ambito di una valutazione medica. Un test domiciliare, inoltre, non dovrebbe essere utilizzato come screening indiscriminato di persone completamente asintomatiche.

Articolo del 15-10-2026

Dott.ssa Ilaria Laccu

Medico Chirurgo specialista in Neurofisiopatologia del sonno. Possiede la certificazione Italiana AIMS di "Medico Esperto in Medicina del Sonno" ed Europea ESRS come "Somnologist" ad indirizzo Respiratorio e Neurologico. Dottorato in Neuroscienze applicato alla ricerca sulla Medicina del Sonno. Responsabile del Centro Neurologico di Cagliari, si occupa dell'inquadramento clinico dei disturbi del sonno e della diagnostica strumentale con polisonnografia notturna completa; personalizza poi la terapia mirata del problema riscontrato tramite una impostazione farmacologica, o comportamentale, o con ventilatore notturno. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Cagliari. Specializzazione in Neurofisiopatologia presso l'Università degli Studi di Cagliari.