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Sindrome da fase di sonno ritardata

Un disturbo spesso invisibile

La sindrome della fase del sonno ritardata (DSPS, Delayed Sleep Phase Syndrome) è un disturbo cronico dei ritmi del sonno, dei picchi di attenzione, della temperatura corporea, dei cicli ormonali e di altri ritmi quotidiani relativi alle esigenze sociali. Le persone affette da DSPS, generalmente, tendono infatti ad addormentarsi qualche ora dopo la mezzanotte, riscontrando nel contempo difficoltà a svegliarsi la mattina.

Puntualmente in ritardo

A meno che non abbiano un altro disturbo del sonno come l'apnea del sonno, le persone con tale disturbo possono dormire bene e avere una normale necessità di dormire. Tuttavia è per loro molto difficile svegliarsi in tempo per una tipica giornata scolastica o lavorativa. Ma se autorizzati a seguire i propri ritmi, per esempio dormire dalle 4 del mattino a mezzogiorno, dormono sonni tranquilli, si risvegliano spontaneamente, e non avvertono più quell'eccessiva sonnolenza diurna.

Cronoterapia, spostare le lancette del proprio orologio biologico

La sindrome da fase di sonno ritardata, equamente distribuita tra uomini e donne, si sviluppa di solito nella prima infanzia. Se compare invece in età adolescenziale, o scomparirà del tutto entro l'inizio dell'età adulta, oppure questa diventerà una condizione permanente. È importante quindi per diminuire il disagio sociale, la scarsa concentrazione, risincronizzare il proprio orologio biologico. L’utilizzo combinato di un integratore di melatonina e luminoterapia è la base per la cura. La luce, infatti, è un inibitore di un ormone che ci aiuta ad addormentarci, la melatonina appunto, che verrà integrata nei momenti serali per indurci il sonno in anticipo.

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