Monitoraggio cardiorespiratorio - SonnoService

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Monitoraggio cardiorespiratorio

Il monitoraggio cardiorespiratorio è l'esame che consente di diagnosticare disturbi del sonno di origine respiratoria. Scopri come si svolge, in quali casi è raccomandato e dove può essere effettuato.

Il monitoraggio cardiorespiratorio, anche noto come polisonnografia cardiorespiratoria, è un esame diagnostico strumentale non invasivo che registra simultaneamente vari parametri fisiologi del paziente durante la notte attraverso un dispositivo chiamato Polisonnigrafo.

Tale registrazione è utile per identificare e valutare eventuali fenomeni patologici che possono verificarsi durante il sonno.

La polisonnografia è l’esame più importante per lo studio del sonno, inoltre è affidabile e di semplice applicazione.

 

Esistono due tipologie di Polisonnografia:

  • Polisonnografia Cardio-Respiratoria (Monitoraggio cardiorespiratorio)
  • Polisonnografia Neurologica

 

Il monitoraggio cardiorespiratorio è l’esame di riferimento per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno. In particolare, è indicato per quei pazienti che soffrono di disturbi respiratori nel sonno come ad esempio il russamento e le apnee notturne.

A seguire vedremo chi dovrebbe sottoporsi a questo esame, come si svolge il monitoraggio cardiorespiratorio (o polisonnografia) a domicilio e come interpretare i risultati dell’esame.

 

Monitoraggio cardiorespiratorio: quando farlo

I sintomi sono segnali che si presentano quando il nostro corpo manifesta uno stato di sofferenza.

Nel caso delle apnee notturne la funzione deficitaria è la respirazione. I principali sintomi, considerati campanelli di allarme, sono i seguenti:

  • Russamento abituale per un periodo superiore ai 6 mesi
  • Sonnolenza diurna
  • Cefalea mattutina
  • Deficit di concentrazione
  • Nicturia
  • Risvegli notturni con senso di soffocamento
  • Difficoltà mnemoniche
  • Calo del desiderio sessuale e/o impotenza
  • Disturbi psichici (prevalentemente alterazioni del tono dell’umore e disturbi d’ansia)

 

Il monitoraggio cardiorespiratorio può essere effettuato tramite il SSN pagando il ticket, nei centri privati che trattano le patologie sul sonno dislocati sul territorio oppure direttamente al domicilio del paziente.

Esso consente di monitorare:

  1. Movimenti respiratori toracici ed addominali
  2. Frequenza cardiaca
  3. Saturimetria
  4. Flusso oro-nasale
  5. Posizione del corpo
  6. Russamento

 

Monitoraggio cardiorespiratorio a domicilio

Come si svolge la il monitoraggio cardiorespiratorio a domicilio con SonnoService?

Prima dell’esame, il nostro tecnico si reca a casa del paziente e lo prepara applicando:

  • due fasce che consentono di misurare i movimenti respiratori del torace e dell’addome;
  • il saturimetro al dito per misurare il livello di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca,
  • una cannula oro-nasale per registrare il flusso respiratorio ed il russamento e
  • un sensore di posizione che consente di registrare la posizione del corpo durante la notte (per escludere che le apnee abbiano un’origine posizionale e siano determinate dall’assunzione della posizione supina notturna).

 

Il Polisonnigrafo viene programmato per consentire l’accensione e lo spegnimento automatico all’orario suggerito dal paziente. Durante la registrazione notturna dell’esame il paziente dovrà comportarsi come di consueto. Dovrà invece astenersi dal fare attività fisiche troppo impegnative che potrebbero causare un non corretto posizionamento del dispositivo e ritardare la fase di addormentamento.

Il tecnico consegna al paziente anche un Diario del sonno, sul quale questi dovrà annotare tutti gli eventi accaduti durante la notte, ad esempio se:

  • si è alzato per andare in bagno,
  • si è svegliato ed è rimasto sveglio per più di trenta minuti,
  • ha notato delle anomalie nel funzionamento dell’apparecchiatura.

 

Nel Diario del sonno viene richiesto al paziente di annotare anche la sua situazione anamnestico-patologica per consentire allo specialista refertatore di avere un quadro completo della sua situazione ed avere una visione chiara del risultato del monitoraggio cardiorespiratorio.

 

Monitoraggio cardiorespiratorio: interpretazione dei risultati

In base all’analisi del tracciato viene elaborato un referto che darà esito positivo o negativo rispetto alla presenza di un disturbo respiratorio nel sonno.

Qualora l’esame dovesse dare esito positivo alla presenza di apnee, viene indicata anche la gravità del disturbo, quantificabile in base all’indice AHI (Indice Apnea-Ipopnea):

  • <5: normalità
  • 5-15: grado lieve
  • 15-30: grado moderato
  • >30: grado severo

 

In base alla gravità e alla tipologia del disturbo, il medico del sonno indirizzerà poi il paziente verso uno specifico percorso terapeutico.

Il paziente potrà essere p. es. indirizzato verso una:

  • terapia posizionale (ausili o fasce che aiutano il paziente a dormire in posizioni che sfavoriscono il russamento),
  • terapia MAD (dispositivi orali che modificano la posizione della lingua, mandibola e delle strutture aeree superiori) o
  • terapia ventilatoria. La terapia ventilatoria prevede l’utilizzo di un dispositivo chiamato CPAP che consente di mantenere aperte le vie aeree durante il sonno del paziente.

 

La Polisonnografia, oltre ad essere prescritta per scopi diagnostici, viene consigliata anche per monitorare l’efficacia della terapia in atto.

 

 

Testo a cura del Team di SonnoService

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