Dott.ssa Ilaria Laccu
Articolo del 04-06-2026
Indice
L’ipertrofia adeno-tonsillare è una delle condizioni che si verificano più spesso in età pediatrica: si tratta, infatti, di una delle principali cause di ostruzione delle alte vie aeree, nei bambini, durante il sonno.
Fa parte dei disturbi respiratori notturni e ha una relazione ormai acclarata con la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).
La letteratura scientifica evidenzia come l’ingrossamento patologico di adenoidi e tonsille non sia solo un problema anatomico, ma anche un fattore determinante in grado di influenzare qualità del sonno, sviluppo neurocognitivo e salute cardiovascolare.
Ecco cosa dice la scienza.
Cos’è l’ipertrofia adeno-tonsillare: il legame con il sonno
L’ipertrofia adeno-tonsillare è l’aumento di volume delle tonsille palatine e delle adenoidi, tessuti linfatici localizzati rispettivamente nell’orofaringe e nel rinofaringe.
Nei più piccoli, tale condizione è legata ad una cronica risposta immunitaria a stimolazioni antigeniche persistenti o infezioni ricorrenti: quando, infatti, il tessuto linfatico aumenta di volume, lo spazio faringeo si restringe e genera un ostacolo meccanico al passaggio dell’aria durante il sonno
Durante il sonno, dunque, questa fisiologica riduzione del tono muscolare della faringe amplifica l’effetto dell’ostruzione.
Questo può determinare:
- russamento cronico;
- ipoventilazione notturna;
- apnee ostruttive intermittenti;
- micro-risvegli frequenti.
Secondo studi clinici, l’ipertrofia adeno-tonsillare è la principale causa di OSAS pediatrica, responsabile della maggior parte dei casi in età prescolare e scolare.
L’insieme dei disturbi respiratori del sonno nei bambini include uno spettro che va dal semplice russamento primario fino alla sindrome delle apnee ostruttive.
L’ostruzione adenotonsillare è uno dei fattori anatomici più rilevanti nello sviluppo di questo spettro patologico.
Una revisione sistematica recente ha evidenziato come l’ipertrofia adeno-tonsillare sia strettamente associata all’OSAS pediatrica e alle sue complicanze cardiovascolari, inclusa l’ipertensione polmonare nei casi più severi.
Inoltre, le evidenze mostrano che:
- la rimozione chirurgica (adenoidectomia/tonsillectomia) migliora significativamente la qualità del sonno;
- si osserva una riduzione degli indici di apnea-ipopnea;
- si registra un miglioramento dei sintomi comportamentali e cognitivi.

Conseguenze fisiopatologiche dell’ipertrofia adeno-tonsillare
Quando si è affetti da ipertrofia adeno-tonsillare, si possono manifestare:
Ipossia intermittente e stress ossidativo
Le apnee notturne causano episodi ripetuti di desaturazione di ossigeno, che attivano meccanismi di stress ossidativo e infiammazione sistemica.
Attivazione simpatica
La frammentazione del sonno determina un aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico, con conseguente:
- aumento della frequenza cardiaca notturna;
- alterazioni della pressione arteriosa;
- rischio cardiovascolare aumentato.
Impatto neurocognitivo
Numerosi studi correlano i disturbi del sonno da ostruzione adenotonsillare con:
- deficit attentivi;
- riduzione delle performance scolastiche;
- irritabilità e disturbi comportamentali.
Crescita e sviluppo
La frammentazione del sonno interferisce con la secrezione dell’ormone della crescita (GH), influenzando lo sviluppo staturo-ponderale.
Diagnosi di ipertrofia adeno-tonsillare
La valutazione dell’ipertrofia adeno-tonsillare e dei disturbi del sonno associati include:
- visita otorinolaringoiatrica;
- endoscopia nasale;
- polisonnografia (gold standard);
- questionari clinici sul sonno pediatrico.
La polisonnografia rimane l’esame più accurato per quantificare la gravità dell’ostruzione.
Trattamento dell’ipertrofia adeno-tonsillare
La terapia più corretta per ipertrofia adeno-tonsillare consiste in:
Approccio conservativo
- gestione delle infezioni ricorrenti;
- terapia anti-infiammatoria o steroidea topica;
- trattamento delle allergie.
Approccio chirurgico
Nei casi moderati-gravi, la terapia di riferimento è l’adenotonsillectomia.
Questa procedura è considerata il trattamento di prima linea nella OSAS pediatrica associata ad ipertrofia adeno-tonsillare.
Implicazioni cliniche
L’ipertrofia adeno-tonsillare non deve essere considerata una condizione banale. Le sue implicazioni sistemiche includono:
- rischio cardiovascolare aumentato;
- alterazioni neurocognitive;
- disturbi comportamentali;
- riduzione della qualità della vita.
L’identificazione precoce è, quindi, fondamentale per prevenire complicanze a lungo termine.
Q&A – Domande frequenti sull’ipertrofia adeno-tonsillare
L’ipertrofia adeno-tonsillare può guarire spontaneamente?
In alcuni casi lievi sì, soprattutto con la crescita fisiologica del bambino. Tuttavia, nelle forme moderate o severe la regressione spontanea è meno probabile e può persistere fino all’età scolare.
Il russamento nei bambini è sempre un segno di problema?
No, ma non deve essere sottovalutato. Il russamento abituale e persistente è spesso il primo segnale di ostruzione delle vie aeree superiori.
Come si capisce se un bambino ha apnee notturne?
Segnali tipici includono pause respiratorie osservate dai genitori, sonno agitato, sudorazione notturna e risvegli frequenti. La conferma avviene tramite polisonnografia.
L’intervento alle tonsille è sempre necessario?
No. È indicato solo nei casi moderati o severi o quando sono presenti complicanze documentate come OSAS.
Dopo l’intervento il sonno migliora subito?
Nella maggior parte dei casi sì, con miglioramenti osservabili già nelle prime settimane, anche se la normalizzazione completa può richiedere tempo.
Articolo del 04-06-2026
