Dott.ssa Ilaria Laccu
Articolo del 18-06-2026
Indice
Il Sleep-Related Eating Disorder (SRED) è una parasonnia complessa caratterizzata da episodi ricorrenti di alimentazione involontaria che avvengono durante il sonno o in stati di semi-coscienza notturna.
Si tratta di un disturbo ancora poco conosciuto nella pratica clinica generale, ma sempre più studiato in ambito di medicina del sonno e neuropsichiatria.
Secondo la letteratura scientifica, il SRED rientra tra i disturbi del sonno NREM (non-rapid eye movement) e presenta caratteristiche distintive rispetto ad altri disturbi alimentari notturni come la Night Eating Syndrome (NES).
Cos’è il Sleep-Related Eating Disorder
Il SRED, o Sindrome di Alimentazione Notturna, è definito come una condizione in cui il soggetto si alza durante la notte e consuma cibo in modo compulsivo, senza consapevolezza raramente con memoria frammentaria dell’evento.
Gli episodi avvengono tipicamente:
- nelle prime ore del sonno;
- durante risvegli parziali dal sonno profondo NREM;
- senza consapevolezza dell’azione.
Secondo la ricerca, le persone possono mangiare grandi quantità di cibo in poco tempo o ingerire sostanze non alimentari, con potenziali rischi per la salute.
Gli studi indicano che il SRED può interessare circa il 5% della popolazione generale in forma sottodiagnosticata – più frequentemente le donne – e ha un esordio tipico tra i 20 e i 30 anni.
Spesso viene diagnosticato tardivamente, poiché i pazienti non ricordano gli episodi e la condizione viene scoperta tramite partner o familiari.
Cause e fattori associati
La ricerca scientifica non ha ancora identificato una causa unica, ma il SRED è considerato multifattoriale.
Disturbi del sonno associati
Il SRED è frequentemente correlato ad altri disturbi del sonno come:
- sonnambulismo;
- apnea notturna;
- sindrome delle gambe senza riposo;
- narcolessia.
Farmaci
Uno dei fattori più studiati riguarda l’associazione con farmaci ipnotici e psicotropi.
Alcune molecole coinvolte includono:
- zolpidem;
- benzodiazepine;
- antipsicotici.
Un’analisi su database di farmacovigilanza ha evidenziato un’associazione significativa tra SRED e diversi farmaci sedativi.
Fattori neurobiologici
Le ipotesi più recenti suggeriscono un coinvolgimento:
- dei circuiti della ricompensa cerebrale;
- della regolazione del sonno NREM;
- dei sistemi dopaminergici.
I sintomi dell’alimentazione notturna
I principali sintomi clinici includono:
- episodi di alimentazione automatica notturna;
- amnesia parziale o totale dell’evento;
- consumo di alimenti ipercalorici;
- comportamenti alimentari insoliti o pericolosi;
- possibile ingestione di sostanze non commestibili.
In alcuni casi possono verificarsi incidenti domestici (ustioni, tagli, rischio di incendi durante la preparazione del cibo).
La diagnosi è principalmente clinica e si basa su:
- anamnesi dettagliata del paziente e dei familiari;
- esclusione di disturbi alimentari primari;
- valutazione dei disturbi del sonno associati.
La polisonnografia può essere utile ma non è sempre necessaria per confermare la diagnosi.

Trattamento e gestione clinica
Non esiste una terapia unica standardizzata, ma gli approcci più utilizzati includono:
Intervento farmacologico
Alcuni studi hanno mostrato benefici con:
- revisione o sospensione di farmaci ipnotici;
- topiramato (riduzione degli episodi in casi selezionati).
Approccio comportamentale
- igiene del sonno;
- gestione dei trigger notturni;
- stabilizzazione del sono;
- protezione ambientale (cucina sicura, rimozione alimenti pericolosi).
Trattamento dei disturbi associati
Il controllo di apnea del sonno o altri disturbi NREM può ridurre la frequenza degli episodi per merito della stabilizzazione del sonno.
Impatto sulla qualità della vita
Il SRED può avere conseguenze rilevanti:
- aumento di peso e rischio obesità;
- stress psicologico e vergogna;
- rischio di incidenti domestici;
- frammentazione del sonno e stanchezza diurna.
Il Sleep-Related Eating Disorder è un disturbo del sonno ancora sotto-diagnosticato ma clinicamente rilevante, con implicazioni neurologiche, psichiatriche e metaboliche.
Le evidenze scientifiche suggeriscono una forte associazione con altri disturbi del sonno e con l’uso di farmaci sedativi, rendendo fondamentale una valutazione multidisciplinare.
La ricerca è ancora in evoluzione, ma i dati disponibili indicano che un approccio integrato tra medicina del sonno, psichiatria e neurologia è essenziale per una gestione efficace.
FAQ – Domande frequenti sul Sleep-Related Eating Disorder
Il Sleep-Related Eating Disorder è la stessa cosa della fame notturna?
No. Il SRED è un disturbo del sonno con episodi di alimentazione automatica e spesso amnesia dell’evento. La Night Eating Syndrome (NES), invece, è un disturbo del comportamento alimentare con piena consapevolezza del mangiare notturno.
Chi è più a rischio di sviluppare il SRED?
Il disturbo è più frequente nelle donne e tende a manifestarsi tra i 20 e i 40 anni. È inoltre più comune in persone con altri disturbi del sonno come sonnambulismo, apnea notturna o sindrome delle gambe senza riposo.
Il SRED è pericoloso per la salute?
Sì, può esserlo. Oltre al possibile aumento di peso, possono verificarsi incidenti domestici (ustioni, tagli, ingestione di cibi non sicuri o non commestibili) e frammentazione importante del sonno con conseguente stanchezza diurna.
Si ricorda cosa si mangia durante la notte?
Nella maggior parte dei casi no, o solo in modo parziale. Molti pazienti riferiscono amnesia completa o sensazione confusa di aver mangiato durante la notte.
Quali farmaci possono essere associati al SRED?
Alcuni casi sono stati collegati all’uso di farmaci ipnotici o sedativi, tra cui zolpidem, benzodiazepine e alcuni antipsicotici. Non tutti i pazienti che li assumono sviluppano il disturbo, ma l’associazione è documentata in letteratura.
Come si diagnostica il SRED?
La diagnosi è clinica e si basa su anamnesi dettagliata del paziente e dei familiari. In alcuni casi viene utilizzata la polisonnografia per valutare altri disturbi del sonno associati.
Esiste una cura per il Sleep-Related Eating Disorder?
Non esiste una terapia unica standard. Il trattamento può includere revisione dei farmaci, miglioramento dell’igiene del sonno, gestione dei disturbi associati e, in alcuni casi selezionati, farmaci come il topiramato sotto controllo medico.
Il SRED può sparire da solo?
In alcuni casi può ridursi o scomparire se vengono trattati i fattori scatenanti (ad esempio farmaci o disturbi del sonno associati), ma spesso richiede un intervento clinico mirato.
È necessario rivolgersi a uno specialista?
Sì. Il riferimento ideale è un centro di medicina del sonno o uno specialista in neurologia/psichiatria, soprattutto se gli episodi sono frequenti o comportano rischi per la sicurezza personale.
Articolo del 18-06-2026
