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OSAS e patente

Nel 2014 l'Unione Europea ha emanato una nuova direttiva sull’emissione o il rinnovo dei permessi di guida che introduce specifiche indicazioni per i pazienti che soffrono di apnee ostruttive nel sonno . Scopri come funziona il nuovo processo e cosa fare per ottenere il rinnovo della patente di guida.

OSAS e patente: perché parlarne?

L’OSAS – sindrome delle apnee ostruttive nel sonno – è una malattia cronica del sonno correlata ad un aumento del rischio di incidenti automobilistici.

Proprio per questo motivo, il 1° luglio 2014 l’Unione Europea ha emanato una nuova direttiva sull’emissione o il rinnovo dei permessi di guida, introducendo alcune importanti indicazioni rivolte ai pazienti affetti da sindrome delle apnee notturne. Tale Direttiva ha di fatto sancito l’importanza del riconoscimento di questa patologia cronica.

L’OSAS, infatti, “determina una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”, come si legge tra le righe del decreto del 22 dicembre 2015, con il quale il Ministero dei Trasporti ha recepito la Direttiva Europea.

Questa stanchezza cronica è la causa principale dei famosi “colpi di sonno” che riducono drasticamente la ricettività del guidatore agli stimoli esterni.

OSAS e patente: incidenti stradali

Secondo dati Istat, dei 174 mila incidenti stradali capitati nel 2017 ben 12.180, con circa 240 morti e 17.224 feriti accertati, sono stati causati da autisti affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

Le statistiche dicono infatti che a soffrirne sono oltre 12 milioni di italiani fra i 40 e gli 85 anni, pari a circa il 50% degli uomini e il 23% delle donne, con pesanti riscontri economico-sociali per il Servizio Sanitario Nazionale.

Si stima che i costi ammontino a circa 3 miliardi di euro oltre alle spese dirette e indirette, fra cui circa 800 milioni di euro relativi ai costi sociali per incidenti stradali

 

  • L’eccessiva sonnolenza è associata (come causa diretta o concausa) a circa un quinto degli incidenti stradali (1 su 5) ed è una delle principali cause di incidenti mortali in autostrada.
  • Dormire meno di 5 ore per notte aumenta di 4,5 volte la probabilità di avere un incidente stradale.
  • Stare svegli per 24 ore induce errori alla guida simili a quelli commessi da chi ha livelli di alcool nel sangue uguali o superiori a 1,00 g/l.
  • Le persone affette dalla sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno (OSAS) – il più frequente tra i disturbi patologici del sonno – hanno un rischio di incidente stradale da 2 a 7 volte superiore a quello osservato nelle persone sane. Tale rischio è più che doppio rispetto a quello imputabile all’abuso di alcool e/o al consumo di tranquillanti o cannabis.
  • Gli incidenti causati dal “colpo di sonno” sono i più gravi, con un elevato rischio di mortalità dovuto alla totale inazione del guidatore, che addormentandosi non ha consapevolezza dell’imminente pericolo.
  • I pericoli connessi alla sonnolenza aumentano con l’aumentare delle ore trascorse al volante senza pausa; particolarmente a rischio sono gli autisti professionali e chi percorre lunghi tragitti in auto, soprattutto nelle prime ore del mattino o durante la notte.

 

Qual è la differenza tra sonnolenza normale ed eccessiva?

A spiegare tale differenza ci aiuta il Dott. Francesco Fanfulla, Direttore del Centro di Medicina del Sonno presso la Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia:

“La sonnolenza diurna è una condizione abituale e, entro certi limiti, fisiologica. La sonnolenza diurna eccessiva viene definita come una sensazione soggettiva di un imperioso bisogno di sonno in una condizione non usuale (di tempo e luogo) o episodio di addormentamento non intenzionale o in una condizione non usuale (di tempo e luogo). Vi sono momenti della giornata in cui non bisognerebbe avere sonno. L’eccessiva sonnolenza diurna viene spesso confusa con la fatica, anche se spesso sono associate. La fatica è definita come una difficoltà crescente a compiere un’attività. La fatica si cura o si controlla con il riposo; la sonnolenza si cura o si controlla dormendo”.

 

OSAS e patente: rinnovo

Soggetti affetti da OSAS

Durante il rinnovo, il soggetto affetto da apnee ostruttive nel sonno (OSAS) dovrà presentare ai medici del competente Ufficio ASL o ad altri medici autorizzati, come il medico Monocratico della scuola guida (ovvero colui che è incaricato dell’accertamento dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida), una certificazione medica attestante il suo stato di salute, l’aderenza alla terapia e assenza di sonnolenza residua diurna (Allegato IV del decreto attuativo [1]).

Il soggetto otterrà o vedrà rinnovata la propria patente per tre anni se la patente è di tipo A o B, o per un anno nel caso di altre tipologie di patenti.

Quindi nessuno verrà privato della patente: cambierà solo la validità temporale che risulterà ridotta.  In questo modo, i pazienti saranno incentivati a sottoporsi a controlli sanitari periodici e a seguire scrupolosamente la terapia raccomandata loro, con una garanzia di maggior sicurezza stradale per tutti.

 

OSAS e patente di guida

 

Soggetti senza diagnosi di OSAS

In base al decreto del 22 dicembre 2015 del Ministero dei Trasporti, il Medico Monocratico deve obbligatoriamente verificare se il soggetto che richiede il rilascio o il rinnovo della patente di guida soffre di apnee notturne.

OSAS patente

 

Nel caso in cui non sia stata diagnosticata ancora la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno il medico Monocratico verificherà se il richiedente:

  • presenta russamento rumoroso e abituale (tutte le notti), persistente (da almeno sei mesi) “intermittente” per la presenza di “pause” respiratorie (apnee), e sonnolenza diurna.
  • rientra in una delle seguenti condizioni:
    • obesità
    • micrognatia e/o retrognatia
    • collo grosso
  • presenta insieme una o più delle seguenti patologie:
    • ipertensione arteriosa farmaco-resistente
    • aritmie (FA)
    • diabete mellito tipo 2
    • cardiopatia ischemica cronica
    • eventi ischemici cerebrali
    • broncopneumopatie.

 

OSAS e patente: questionario

 

Se si riscontra un rischio medio/alto OSAS, il soggetto verrà indirizzato alla Commissione Medica Locale che potrà decidere, a sua volta, se richiedere esami più approfonditi, come la polisonnografia.

Omettere il proprio stato di salute durante la visita medica può comportare conseguenze gravi, come vedersi ritirare la patente per un tempo molto lungo, non essere coperto dalla compagnia di assicurazione, perdere per sempre il proprio lavoro a cui si aggiungono possibili conseguenze penali.

A tal proposito si ricorda che la Suprema Corte ha stabilito che il “colpo di sonnoè causa imputabile al guidatore nella stessa misura della semplice “distrazione” e che, “in tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo”, il colpo di sonno è un fattore prevedibile quando è dovuto a uno “stato di spossatezza per lunga veglia, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida”.

In caso la polisonnografia segnalasse che il richiedente soffre di OSAS, questi dovrà intraprendere una terapia ad hoc e dimostrare che, grazie a essa, la patologia è sotto controllo e che non è più affetto da episodi di sonnolenza diurna.

 

A cura del Team SonnoService

Riferimenti

[1]https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=16A0132600100040110001&dgu=2016-02-19&art.dataPubblicazioneGazzetta=2016-02-19&art.codiceRedazionale=16A01326&art.num=4&art.tiposerie=SG

[2] Disturbi del sonno ed incidenti stradali nell’autotrasporto. Garbarino, Sergio. (2008).

[3] Il costo delle malattie: valutazione dell’impatto della sindrome da apnea ostruttiva nel sonno sull’economia italiana. Croce D, Banfi G, Braghiroli A, et al. 2006 Sanità Pubblica e Privata; 5: 26-43

[4] Cassazione civile, sez. III, 31 agosto 2009, sentenza n. 18928

[5] Cassazione penale, sez. IV, 20 maggio 2004, sentenza n. 32931

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