La diagnosi dell’OSAS si basa sull’anamnesi e sull’osservazione, nel paziente, di sintomi e fattori di rischio tipici della malattia e viene generalmente confermata da un esame strumentale: la polisonnografia.

A seguire sono illustrate le modalità con cui si effettua la diagnosi dell’OSAS e caratteristiche, sintomi e fattori di rischio della malattia.

 

Cos’è l’OSAS?

L’OSAS (sindrome delle apnee ostruttive del sonno) è una grave patologia che rientra nella famiglia dei disturbi del sonno.

Quando un paziente affetto da OSAS dorme, il suo respiro si interrompe ripetutamente disturbando il sonno e arrivando a causare la riduzione dell’ossigeno e l’aumento del livello di anidride carbonica nel sangue.

A lungo andare, le conseguenze sulla salute sono molto gravi e spaziano da complicanze a livello cardiocircolatorio a problemi neurologici, diabete, tumori e, non ultime, interferenze nella vita sociale e di relazione. (vai all’articolo sulle conseguenze apnee notturne).

Le apnee ostruttive del sonno non sono facilmente riconoscibili perché diversi dei sintomi che le caratterizzano possono portare a confonderle con altri disturbi.

Da qui, l’importanza di una corretta e tempestiva diagnosi dell’OSAS.

 

Quali sintomi devono insospettire?

Come fare a capire se si è in presenza di una sospetta OSAS?

L’OSAS diagnosi inizia dall’osservazione dei sintomi.

Quelli principali sono:

  • Russamento;
  • Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento;
  • Eccessiva sonnolenza appena svegli e durante il giorno;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Calo della memoria;
  • Nicturia;
  • Cefalea mattutina;
  • Eccessivi movimenti durante il sonno;
  • Calo del desiderio.

 

E’ importante evidenziare che chi soffre di OSAS nella maggior parte dei casi non se ne rende conto in quanto non è consapevole né di russare né di essere soggetto a frequenti interruzioni del respiro. Entrambi i fenomeni infatti vengono di solito riferiti dal partner.

A causa di tutti i motivi sopra descritti, le apnee ostruttive del sonno sono una patologia poco diagnosticata e sono quindi molto più diffuse di quanto si creda.

 

OSAS diagnosi: quando il profilo di rischio è elevato?

Se il paziente presenta solo il russamento, non accompagnato da altri sintomi o fattori di rischio cardiovascolari, una osas diagnosi è improbabile, tuttavia, in presenza di altri fattori, quali quelli morfologici riportati sotto, è comunque consigliabile fare la polisonnografia per avere un’esito certo.

 

La polisonnografia é invece una scelta obbligata nei casi in cui il paziente:

  • Abbia più di 65 anni
  • Lamenti sonnolenza e stanchezza diurna
  • Sia sovrappeso
  • Soffra di ipertensione, aritmie, insufficienza cardiaca, ictus o diabete.

 

Altri fattori da prendere in considerazione nel valutare il profilo di rischio di un paziente riguardano la sua morfologia e, in particolare:

  • Presenza di ostruzioni nasali o deviazioni del setto
  • Ipertrofia delle adenoidi, delle tonsille o dei turbinati
  • Ampia circonferenza del collo
  • Restringimenti generalizzati delle vie aeree (ad es. mandibola piccola, ecc.)

 

Per valutare la probabilità che un paziente sia affetto da apnea notturna possono anche essere utilizzati dei questionari come lo STOP-Bang (vai al test del sonno), che però non sostituiscono l’esame strumentale, ma forniscono solo delle indicazioni di massima.

 

OSAS: diagnosi mediante polisonnografia

La polisonnografia è l’esame gold standard per effettuare una diagnosi OSAS.

A seconda che sia cardio respiratoria (anche detta monitoraggio cardiorespiratorio) o neurologica (anche detta polisonnografia completa) la polisonnografia serve a monitorare e registrare rispettivamente l’attività cardio-respiratoria e l’attività neurologica notturna del paziente e, in particolare:

  • i movimenti di espansione del torace;
  • i movimenti dei muscoli addominali;
  • la saturazione periferica ossiemoglobinica e la frequenza cardiaca;
  • il flusso respiratorio;
  • il russamento
  • la posizione corporea assunta dal paziente durante il sonno (supina, laterale o prona)
  • l’attività cerebrale (parametro rilevabile solo in caso di Polisonnografia notturna neurologica)

 

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Come si interpretano i risultati della polisonnografia?

Definita apnea o ipopnea un’interruzione del respiro pari ad almeno 10 secondi, si può determinare l’indice AHI di un paziente dividendo il numero di interruzioni del respiro registrate durante la notte per il numero di ore di sonno.

L’indice AHI così ottenuto determina la gravità dell’OSAS come da schema sotto riportato:

  • AHI minore di 5 eventi per ora = normalità
  • AHI tra 5 e 14 eventi per ora = OSAS di grado lieve
  • AHI tra 15 e 30 eventi per ora = OSAS di grado moderato
  • AHI maggiore di 30 eventi per ora = OSAS di grado severo.