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Obesità e apnee notturne: dalla patogenesi al trattamento

L'obesità è un fattore di rischio principale nello sviluppo dell'apnea ostruttiva del sonno. Altre condizioni come sesso maschile, età e fattori ereditari incidono sull'occlusione delle vie aeree superiori, la quale provoca una diminuzione del livello di concentrazione di ossigeno nel sangue e risvegli periodici nel sonno.

L' apnea ostruttiva del sonno è una malattia cronica comune nella società occidentale la cui prevalenza è stimata essere il 6% nella popolazione generale [1]. È caratterizzata principalmente da una occlusione delle vie aeree superiori che provoca una diminuzione del livello di concentrazione di ossigeno nel sangue e risvegli periodici nel sonno. L’apnea, anche se lieve o moderata, può sviluppare ipertensione, diabete mellito [2] e rischi cardiovascolari [3, 4]. La prevalenza della apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è correlata a diversi fattori di rischio, tra cui obesità, sesso maschile, età e fattori ereditari [1]. Tra questi, l'obesità copre un ruolo principale. E’ sufficiente una obesità lieve o moderata per essere associata a una marcata prevalenza della apnee notturne. Nell'obesità grave (BMI> 40 kg / m2), addirittura, la prevalenza dell'apnea notturna si stima essere tra il 40 e il 90%. Anche il sesso è un fattore di rischio per la Sindrome delle apnee ostruttive del sonno: si stima che gli uomini hanno un rischio da due a tre volte superiore delle donne di soffrire di apnee a causa della diversa distribuzione del tessuto adiposo: gli uomini lo concentrano maggiormente intorno al collo, tronco e visceri addominali al contrario delle donne. Quindi, l'eccessivo grasso viscerale, correlato al progredire dell'età, determina un aumento della prevalenza delle apnee notturne negli uomini e nelle donne in postmenopausa. All’aumentare dell'indice di obesità, l'apnea notturna può contribuire allo sviluppo di ipoventilazione alveolare diurna (sindrome da ipoventilazione dell'obesità), di insufficienza respiratoria e cardiaca [5, 6]. Negli ultimi periodi il tasso di obesità è cresciuto, alimentando preoccupazioni sulle conseguenze che obesità e apnee notturne provocano a alla salute. I dati più recenti del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) documentano un drammatico aumento della prevalenza dell'obesità, con stime di prevalenza di circa il 60% (indice di massa corporea [BMI]> 25 kg / m3) e il 30% (BMI> 30 kg / m3) negli adulti sovrappeso e obesi.

CONSIGLI E TRATTAMENTO

La perdita di peso rimane una strategia altamente efficace per il trattamento dell'apnea notturna. In due studi controllati, si dimostra che una riduzione del peso corporeo del 10-15% porta a una riduzione di circa il 50% dell’indice di gravità delle apnee notturne (AHI - Indice di apnea e ipoapnea per ora di sonno) in pazienti maschi moderatamente obesi. Negli ultimi anni, le procedure di chirurgia bariatrica sono state sempre più utilizzate per il trattamento dell'obesità grave. Queste procedure combinano il bendaggio gastrico con il bypass gastroesofageo per indurre sazietà precoce e malassorbimento dei nutrienti, portando a una perdita di circa il 60% del peso corporeo in eccesso nei primi 12-18 mesi dopo l'intervento, riducendo così l’indice AHI nella stragrande maggioranza dei pazienti e risolvendo il problema dell'apnea notturna nell'85.7% dei casi. La CPAP rimane la terapia più efficace per le apnee ostruttive del sonno, garantendo l’apertura delle vie aeree superiori. Anche in caso di intervento di chirurgia bariatrica, l’utilizzo della CPAP prima e dopo l’intervento chirurgico consente di gestire in modo sicuro una molteplicità di procedure chirurgiche e di somministrare liberamente farmaci sedativi, analgesici e anestetici senza incorrere in complicanze maggiori. I pazienti che utilizzano la CPAP prima dell’operazione presentano una più bassa incidenza di complicanze postoperatorie con una degenza più breve.

Riferimenti

1. Young T, Palta M, Dempsey J, Skatrud J, Weber S, Badr S. The occurrence of sleep-disordered breathing among middle-aged adults. N Engl J Med 1993;328:1230–1235.

2. Punjabi NM, Sorkin JD, Katzel LI, Goldberg AP, Schwartz AR, Smith PL. Sleep-disordered breathing and insulin resistance in middle-aged and overweight men. Am J Respir Crit Care Med 2002;165:677–682.

3. Nieto FJ, Young TB, Lind BK, Shahar E, Samet JM, Redline S, D'Agostino RB, Newman AB, Lebowitz MD, Pickering TG. Association of sleep-disordered breathing, sleep apnea, and hypertension in a large community-based study. Sleep Heart Health Study. JAMA 2000;283:1829–1836.

4. Young T, Shahar E, Nieto FJ, Redline S, Newman AB, Gottlieb DJ, Walsleben JA, Finn L, Enright P, Samet JM. Predictors of sleep-disordered breathing in community-dwelling adults: the Sleep Heart Health Study. Arch Intern Med 2002;162:893–900.

5. Gold AR, Schwartz AR, Wise RA, Smith PL. Pulmonary function and respiratory chemosensitivity in moderately obese patients with sleep apnea. Chest 1993;103:1325–1329.

6. Burwell CS, Robin ED, Whaley RD, Bickelmann AG. Extreme obesity associated with alveolar hypoventilation: a Pickwickian syndrome. Am J Med 1956;21:811–818.

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