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Sindrome da jet-lag

Volare per credere

Jet-lag è un termine conosciuto ai più, ma la sindrome che ne deriva non è forse così conosciuta. Questo disturbo, appartenente alla categoria dei disturbi del ritmo circadiano, si verifica appunto con un cambiamento di fuso orario dovuto a un lungo viaggio aereo attraverso Paesi con fusi differenti. Ed è proprio il cambio di fuso a “sfasare” il nostro orologio biologico rispetto al normale ciclo solare giorno-notte. Durata e gravità del disturbo dipendono poi dal numero di fusi orari attraversati, e va inoltre tenuta in considerazione la direzione del viaggio: si è notato che il recupero del sonno è più difficoltoso se si viaggia verso Est rispetto a Ovest.

I sintomi da alterazione dell’orologio biologico

L’orologio biologico ci consente di addormentarci di notte e svegliarci di giorno, quando questo equilibrio viene però alterato per frequenti e lunghi viaggi, ecco che avvertiremo sintomi più o meno gravi: sonno disturbato, ridotta vigilanza, poca reattività durante il giorno, lieve malessere generale, dispepsia - difficoltà di digestione - e, per le donne, anche sintomi premestruali.

Come evitare il peggioramento del disturbo

Ci sono alcuni accorgimenti che possono essere adottati facilmente, così da evitare l’aggravarsi del disturbo. Un consiglio è di non privarsi del sonno a causa del viaggio, quindi cercare di alleviare lo stress - lo sappiamo, non è affatto facile -, ed evitare di rimanere seduti in posizione scomoda per molto tempo, oltre a moderare alcool e alimenti contenenti caffeina. Regolarizzare il proprio orologio biologico grazie all’esposizione alla luce con un programma che anticipi o ritardi la fase di sonno, la luminoterapia.

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