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Sindrome da fase di sonno anticipata

Agli albori del disturbo

Questa sindrome, favorita dall’esistenza di un ritmo circadiano endogeno inferiore alle 24 ore, è molto frequente negli anziani - e in parte anche nel post-menopausa - ed è caratterizzata dall’impellente necessità di addormentarsi presto alla sera, per svegliarsi quindi alle prime ore del mattino.

Una terapia puntuale

Esiste oggi una cura specifica dedicata per la sindrome da fase di sonno anticipata, la luminoterapia, che consiste nel ritardare progressivamente di 30-60 minuti per notte il momento in cui andare a letto e, lasciando spontaneo l'orario del risveglio alla mattina. L’esposizione ad un ambiente intensamente illuminato nel pomeriggio tardi o nelle prime ore della sera, quando si andrebbe a dormire spontaneamente, può aiutare a spostare in avanti il momento del sonno.

Niente deroghe

Non sono consentite eccezioni, nemmeno per un giorno, a rischio di ricadere nella sindrome. Il trattamento richiede quindi che il paziente venga edotto dei concetti alla base della terapia e che sia davvero motivato a eseguirla: è essenziale inoltre, per un esito positivo, la collaborazione dei familiari.

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