Dott.ssa Ginevra Del Giudice

Articolo del 07-05-2026

L’ossigeno è il carburante invisibile del nostro organismo: senza di esso, nessuna prestazione sportiva sarebbe possibile. 

Ma cosa accade quando lo si utilizza in modo mirato, attraverso tecniche come l’ossigenoterapia? Può davvero migliorare performance e recupero, oppure si tratta di una promessa sovrastimata?

Negli ultimi anni, l’ossigenoterapia è entrata sempre più nel mondo dello sport, attirando l’attenzione di atleti professionisti e amatoriali. Tuttavia, la sua efficacia dipende da modalità, contesto e obiettivi.

 

Cos’è l’ossigenoterapia nello sport

Con il termine ossigenoterapia si indica la somministrazione di ossigeno a concentrazioni superiori rispetto all’aria ambiente (che contiene circa il 21% di ossigeno).

Nel contesto sportivo, le principali modalità sono:

  • inalazione di ossigeno tramite maschere o dispositivi portatili; 
  • ossigenoterapia iperbarica (in camere pressurizzate); 
  • esposizione a condizioni di ipossia controllata (allenamento in quota o simulato). 

L’obiettivo è aumentare la disponibilità di ossigeno nei tessuti, favorendo la produzione di energia e il recupero muscolare.

 

Come agisce sull’organismo

Durante l’attività fisica, l’ossigeno è fondamentale per la produzione di ATP, la principale fonte energetica dei muscoli.

In condizioni di ossigenazione ottimale:

  • migliora l’efficienza del metabolismo aerobico; 
  • si riduce la produzione di acido lattico; 
  • aumenta la resistenza allo sforzo. 

Nel caso dell’ossigenoterapia iperbarica, l’ossigeno viene disciolto direttamente nel plasma, raggiungendo anche i tessuti meno irrorati e favorendo la rigenerazione cellulare.

 

Benefici nello sport: cosa dice la scienza

Vediamo tutti i benefici che l’ossigenoterapia apporta agli sportivi.

 

Recupero muscolare e riduzione della fatica

L’effetto più documentato riguarda il recupero post-esercizio:

  • riduzione dell’infiammazione; 
  • miglior ossigenazione dei tessuti; 
  • accelerazione della riparazione muscolare. 

Secondo una revisione sistematica con meta-analisi su diversi studi, l’ossigenoterapia iperbarica può contribuire alla riduzione dell’indolenzimento muscolare e favorire il recupero, anche se i risultati restano eterogenei.

 

Prestazioni sportive: benefici limitati

Nonostante il grande interesse, l’impatto sulle performance acute è meno evidente.

Gli studi mostrano che:

  • l’ossigenoterapia prima dell’esercizio non migliora significativamente la performance
  • gli effetti durante l’attività sono variabili; 
  • il beneficio è maggiore in condizioni di carenza di ossigeno (es. alta quota). 

Questo perché, a livello del mare, l’emoglobina è già quasi completamente satura di ossigeno.

 

Recupero da infortuni

Uno degli ambiti più promettenti è la riabilitazione. Vediamo perché:

  • riduzione dell’edema e dell’infiammazione; 
  • miglior cicatrizzazione; 
  • accelerazione dei tempi di guarigione. 

L’ossigeno favorisce la rigenerazione dei tessuti anche nelle aree meno vascolarizzate, come tendini e legamenti.

 

Sintomi e segnali di scarso apporto di ossigeno nello sport

Una ridotta disponibilità di ossigeno può manifestarsi con:

  • affaticamento precoce; 
  • riduzione della resistenza; 
  • dispnea (fiato corto); 
  • crampi e accumulo di lattati; 
  • recupero lento dopo lo sforzo. 

In ambito clinico, la carenza di ossigeno può influenzare anche la distanza percorsa durante esercizi standardizzati e aumentare la sensazione di fatica.

Diagnosi: quando valutare l’ossigenazione

La valutazione dell’ossigenazione negli sportivi può includere:

  • saturazione periferica (SpO₂); 
  • test da sforzo cardiopolmonare; 
  • analisi dei gas ematici (in casi clinici selezionati). 

Questi strumenti permettono di identificare eventuali deficit e comprendere se l’ossigenoterapia possa avere un ruolo utile.

 

Trattamenti e applicazioni pratiche

Ecco i trattamenti nel concreto.

Ossigenoterapia inalatoria

  • uso breve, spesso post-allenamento; 
  • effetto principalmente sul recupero percepito. 

Ossigenoterapia iperbarica 

  • trattamento medico specialistico; 
  • indicata soprattutto per recupero da traumi o condizioni specifiche. 

Allenamento in quota 

  • stimola la produzione di globuli rossi; 
  • migliora la capacità aerobica nel lungo periodo. 

 

Rischi e limiti

Nonostante sia generalmente sicura, l’ossigenoterapia presenta alcuni limiti:

  • efficacia variabile sugli atleti sani; 
  • possibile stress ossidativo in caso di uso eccessivo; 
  • costi elevati per trattamenti avanzati (come la camera iperbarica). 

Inoltre, molti benefici percepiti potrebbero essere legati a componenti soggettive o placebo, come evidenziato da alcuni studi sul recupero.

 

Quando può essere davvero utile

L’ossigenoterapia può rappresentare un supporto valido:

  • in atleti sottoposti a carichi intensi e ravvicinati; 
  • durante recupero da infortuni; 
  • in condizioni di ipossia (quota o patologie); 
  • in contesti professionistici con monitoraggio medico. 

Al contrario, il suo impatto è limitato se utilizzata come “scorciatoia” per migliorare la performance senza un adeguato allenamento.

L’ossigenoterapia nello sport, dunque, può essere considerata una strategia interessante ma spesso fraintesa.

Non incarna un potenziatore miracoloso delle prestazioni, tuttavia può essere un valido alleato nel recupero e nella gestione dello stress fisico.

Il vero miglioramento delle performance resta legato a fattori fondamentali: allenamento strutturato, alimentazione adeguata, qualità del sonno e gestione dello stress.

 

FAQ – Domande frequenti su sport e ossigenoterapia

L’ossigenoterapia può aiutare a dimagrire?

No, non esiste evidenza che favorisca direttamente la perdita di peso. Può migliorare il recupero, ma non influisce sul metabolismo in modo significativo.

È legale nello sport agonistico?

Sì, l’ossigenoterapia non è considerata doping e può essere utilizzata liberamente, salvo protocolli specifici in alcune competizioni.

Quanto dura una seduta di ossigenoterapia iperbarica? 

In genere tra 60 e 90 minuti, ma la durata varia in base all’indicazione clinica e al protocollo terapeutico.

Articolo del 07-05-2026

Dott.ssa Ginevra Del Giudice

Medico chirurgo, specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio. Esperto in Disturbi Respiratori nel Sonno AIPO-ITS. Iscritta nel Registro Nazionale degli Esperti in DRS AIPO-ITS. Esperto in Disturbi del Sonno AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno). Master Universitario di II livello in “Pneumologia interventistica” presso Università Politecnica delle Marche. Dottore di ricerca in “Medicina Interna e Immunologia Applicata” Membro ERS, AIPO e AIMS. Autore di diverse pubblicazioni scientifiche per riviste nazionali ed internazionali!