Dott.ssa Ilaria Laccu
Articolo del 12-02-2026
L’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è oggi riconosciuta come molto più di un semplice disturbo del riposo notturno. Si tratta di una condizione sistemica, capace di incidere in modo significativo sulla salute cardiovascolare.
Tra le associazioni più solide e clinicamente rilevanti emerse negli ultimi anni, spicca quella con la fibrillazione atriale, nonché la più comune aritmia cardiaca nell’adulto.
Pertanto, giungere alla comprensione di tale legame è da considerarsi fondamentale: infatti, il trattamento dell’OSAS può influenzare in modo diretto l’andamento della fibrillazione atriale, la risposta alle terapie e il rischio di recidiva.
Ma vediamo nel dettaglio come questo legame è in grado di influire sulla salute del cuore, i sintomi, la diagnosi e le possibili terapie.
Fibrillazione atriale: una breve definizione
La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia caratterizzata da attività elettrica atriale disorganizzata, che provoca un battito cardiaco irregolare e spesso accelerato. Può essere parossistica, persistente o permanente e aumenta il rischio di:
- ictus cerebrale;
- scompenso cardiaco;
- mortalità cardiovascolari acuti;
- Trombo-embolia cardio e cerebrovascolare.
Negli ultimi anni è emerso con chiarezza che la FA non è solo una malattia “elettrica”, ma il risultato di fattori strutturali, infiammatori e neuro-ormonali, molti dei quali sono condivisi con l’OSAS.
Il legame fisiopatologico tra OSAS e fibrillazione atriale
L’OSAS è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, che determinano pause respiratorie complete (apnee) o riduzioni parziali del flusso d’aria (ipopnee).
Questi eventi portano a riduzioni transitorie dell’ossigeno nel sangue e a micro-risvegli frequenti, quasi sempre non percepiti dal paziente.
Nel tempo, questo meccanismo può favorire:
- ipertensione arteriosa persistente diurna (oltre che notturna);
- infiammazione cronica;
- stress ossidativo;
- alterazioni del sistema nervoso autonomo;
- rimodellamento cardiaco.
È proprio attraverso questi effetti sistemici che l’OSAS si collega alle patologie cardiovascolari, inclusa la fibrillazione atriale.
Il rapporto tra OSAS e fibrillazione atriale è oggi considerato bidirezionale e causale: non una semplice coincidenza, dunque.
Durante le apnee notturne si verificano:
- ipossia intermittente, che favorisce stress ossidativo e infiammazione atriale;
- attivazione del sistema nervoso simpatico, con aumento delle catecolamine e instabilità elettrica;
- importanti variazioni della pressione intratoracica, che determinano stiramento delle pareti atriali;
- aumento della pressione arteriosa e del carico cardiaco, soprattutto nelle ore notturne.
Nel tempo, questi meccanismi contribuiscono alla fibrosi e al rimodellamento degli atri, creando un substrato favorevole all’insorgenza e al mantenimento della fibrillazione atriale.
Cosa dice la scienza: lo studio di riferimento
Un importante supporto scientifico a questo legame arriva da una meta-analisi pubblicata nel 2022 su Frontiers in Cardiovascular Medicine, che ha analizzato i dati di oltre 54.000 pazienti.

Lo studio ha evidenziato che:
- i soggetti con OSAS presentano un rischio significativamente più elevato di sviluppare fibrillazione atriale;
- l’aumento di rischio stimato è pari a circa +88% rispetto alla popolazione senza OSAS;
- la presenza di OSAS è associata anche a una maggiore probabilità di recidiva della FA dopo cardioversione o ablazione.
La ricerca sottolinea come l’OSAS rappresenti un fattore di rischio indipendente per la fibrillazione atriale e come il suo riconoscimento abbia importanti implicazioni cliniche.
Sintomi: quando sospettare la coesistenza dei due disturbi
La difficoltà principale è che l’OSAS può restare non diagnosticata per anni. Alcuni segnali che dovrebbero far sospettare una possibile associazione includono:
- russamento abituale e rumoroso;
- apnee notturne riferite dal partner;
- sonnolenza diurna e stanchezza cronica;
- risvegli notturni con sensazione di soffocamento;
- palpitazioni notturne o al risveglio;
- obesità (con BMI >30);
- disturbi otorinolaringoiatrici come ipertrofia tonsillare o lingua ipertrofica;
- fibrillazione atriale resistente o recidivante.
Diagnosi: perché lo screening è fondamentale
Nei pazienti con fibrillazione atriale, soprattutto se recidivante o difficile da controllare, lo screening per OSAS è sempre più raccomandato.
La diagnosi di OSAS si basa su:
- anamnesi accurata e valutazione dei fattori di rischio;
- questionari validati (come STOP-Bang o Epworth);
- polisonnografia o monitoraggio cardiorespiratorio notturno.
Riconoscere l’OSAS consente di impostare una strategia terapeutica più completa e mirata.
Terapie: trattare l’apnea per proteggere il cuore
Il trattamento dell’OSAS non ha solo benefici sul sonno, ma incide direttamente sulla gestione della fibrillazione atriale.
La terapia di riferimento è la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), che mantiene aperte le vie aeree durante il sonno. Studi clinici mostrano che nei pazienti con FA:
- la CPAP riduce le recidive aritmiche;
- migliora la risposta a cardioversione e ablazione;
- contribuisce al controllo pressorio;
- riduce l’attivazione simpatica notturna.
Accanto alla CPAP, sono fondamentali:
- perdita di peso, se indicata;
- riduzione del consumo di alcol;
- trattamento dell’ipertensione e delle comorbidità;
- igiene del sonno e attività fisica regolare.
Il legame tra OSAS e fibrillazione atriale è oggi sostenuto da solide evidenze scientifiche. L’apnea ostruttiva del sonno non incarna una mera, bensì un fattore chiave nella genesi, nel mantenimento e nella recidiva della fibrillazione atriale.
Dunque, individuare e trattare l’OSAS significa parallelamente curare meglio anche il cuore, migliorando la prognosi cardiovascolare e la qualità di vita dei pazienti.
FAQ – Dubbi e domande su OSAS e fibrillazione atriale
Ecco alcune delle domande più frequenti su questo legame.
L’OSAS può causare fibrillazione atriale anche in persone giovani?
Sì. Sebbene il rischio aumenti con l’età, l’OSAS può favorire la fibrillazione atriale anche in soggetti giovani, soprattutto in presenza di obesità, familiarità cardiovascolare o disturbi respiratori notturni non diagnosticati.
La fibrillazione atriale può peggiorare la qualità del sonno anche senza OSAS?
Sì. La fibrillazione atriale può frammentare il sonno, aumentare i risvegli notturni e ridurre il sonno profondo, contribuendo a stanchezza diurna e insonnia anche in assenza di apnea ostruttiva.
Trattare l’OSAS riduce anche il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale?
Le evidenze suggeriscono di sì. Il trattamento dell’OSAS migliora il controllo della fibrillazione atriale e dei fattori di rischio cardiovascolare, con un potenziale beneficio indiretto anche sulla prevenzione dell’ictus.
Articolo del 12-02-2026
