Dott.ssa Ilaria Laccu
Articolo del 29-01-2026
Indice
L’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è una condizione respiratoria cronica caratterizzata da ripetute ostruzioni delle vie aeree superiori durante il sonno. Oltre a frammentare il riposo e ridurre l’ossigenazione notturna, l’OSAS innesca una cascata di meccanismi biologici meno visibili ma clinicamente rilevanti.
Tra questi, lo stress ossidativo è oggi considerato uno dei principali mediatori del danno cellulare associato alla malattia. Comprendere questo legame aiuta a spiegare perché l’OSAS non trattata sia correlata a patologie cardiovascolari, metaboliche e neurocognitive.
Stress ossidativo: un meccanismo chiave
Innanzitutto, occorre definire cosa siano le OSAS: esse si manifestano con episodi ricorrenti di apnea (interruzione completa del flusso aereo) e ipopnea (riduzione parziale) dovuti al collasso delle vie aeree superiori durante il sonno.
Il risultato è una ipossia intermittente accompagnata da micro-risvegli non percepiti dal paziente, attivazione del sistema nervoso simpatico e alterazioni della qualità del sonno.
Per stress ossidativo, invece, si intende uno squilibrio tra la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la capacità dei sistemi antiossidanti di neutralizzarle. In condizioni fisiologiche, i ROS svolgono anche funzioni di segnalazione.
Quando, però, la loro produzione diventa eccessiva, possono danneggiare lipidi di membrana, proteine e DNA.
Nell’OSAS, l’ipossia intermittente agisce come un potente stimolo pro-ossidante.
Ogni ciclo di desaturazione e riossigenazione riproduce, su scala notturna e ripetuta, un fenomeno simile a una ischemia-riperfusione, noto per generare grandi quantità di radicali liberi.
Come l’ipossia intermittente danneggia le cellule
Il legame tra OSAS e stress ossidativo è mediato da diversi passaggi biologici:
- attivazione dei mitocondri in condizioni di ossigeno fluttuante, con aumento della produzione di ROS;
- stimolazione di vie infiammatorie (come NF-κB), che amplificano il carico ossidativo;
- riduzione dell’efficienza dei sistemi antiossidanti endogeni, come superossido dismutasi e glutatione;
- disfunzione endoteliale, con ridotta biodisponibilità di ossido nitrico.

Questo insieme di processi favorisce un ambiente cellulare pro-infiammatorio e pro-aterogeno, spiegando l’associazione tra OSAS e aumento del rischio cardiovascolare.
OSAS e stress ossidativo: cosa dicono gli studi
Un’importante revisione ha mostrato che i pazienti con OSAS presentano livelli significativamente più elevati di marcatori di stress ossidativo rispetto ai controlli sani, con una correlazione diretta con la gravità dell’indice di apnea-ipopnea (AHI).
La stessa analisi evidenzia come la terapia con CPAP riduca tali marcatori, suggerendo un nesso causale e non solo associativo.
Sul piano cellulare, il ruolo dell’ipossia intermittente tipica dell’OSAS è stato analizzato da studi clinici che hanno esaminato direttamente il danno ossidativo indotto da apnee notturne.
Uno degli studi più importanti ha dimostrato che i pazienti con OSAS presentano valori significativamente più alti di perossidazione lipidica, misurati tramite marcatori come i prodotti reattivi alle sostanze tiobarbituriche (TBARS), rispetto a soggetti senza OSAS; questi marker erano inoltre correlati con la gravità dell’indice di apnea-ipopnea.
Dopo trattamento prolungato con CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), i livelli di TBARS sono diminuiti, suggerendo che la normalizzazione della respirazione notturna può attenuare il carico ossidativo sistemico. Questi risultati supportano il concetto che lo stress ossidativo sia un medi-atore biologico importante tra OSAS e danno vascolare/cellulare.
Questi dati rafforzano l’ipotesi che lo stress ossidativo rappresenti un ponte biologico tra apnea del sonno e danno sistemico.
Cause e fattori che amplificano lo stress ossidativo nell’OSAS
Non tutti i pazienti con OSAS sviluppano lo stesso grado di danno cellulare. Alcuni fattori possono potenziare l’impatto ossidativo della malattia:
- obesità e tessuto adiposo viscerale, metabolicamente attivo e pro-infiammatorio;
- fumo di sigaretta, che introduce radicali liberi esogeni;
- diabete e insulino-resistenza, condizioni già associate a stress ossidativo;
- età avanzata, con ridotta capacità antiossidante.
La coesistenza di questi elementi contribuisce a spiegare l’eterogeneità clinica dell’OSAS.
Stress ossidativo e OSAS: i sintomi
Il danno ossidativo non resta confinato a livello cellulare. Nel tempo, può tradursi in manifestazioni cliniche concrete come:
- rigidità arteriosa;
- ipertensione resistente;
- alterazioni cognitive;
- maggiore vulnerabilità neuronale.
- Anche la stanchezza cronica e la “nebbia mentale” riferite da molti pazienti.
Questi sintomi possono essere letti come espressione di un cervello esposto a ripetuti insulti ipossici e ossidativi.
OSAS e stress ossidativo: il trattamento
La terapia con CPAP resta il trattamento di riferimento per l’OSAS moderata-grave. Oltre a ridurre gli eventi respiratori, la CPAP ha dimostrato di abbassare i livelli di stress ossidativo, migliorando la funzione endoteliale e alcuni parametri infiammatori.
Interventi complementari, come la perdita di peso, l’attività fisica regolare e la cessazione del fumo, contribuiscono a ridurre il carico ossidativo complessivo.
FAQ – domande frequenti su OSAS e stress ossidativo
Lo stress ossidativo nell’OSAS è completamente reversibile?
In molti casi si osserva una riduzione significativa dei marcatori ossidativi con il trattamento, ma la reversibilità dipende dalla durata della malattia e dalla presenza di comorbidità.
Gli antiossidanti possono sostituire la terapia per l’apnea?
No. Gli antiossidanti possono supportare l’equilibrio redox, ma non correggono la causa meccanica dell’OSAS, che richiede un trattamento specifico.
L’OSAS lieve provoca comunque stress ossidativo?
Anche forme lievi possono indurre alterazioni ossidative, sebbene in misura minore. La valutazione deve sempre considerare il quadro clinico complessivo e i fattori di rischio individuali.
Lo studio del rapporto tra OSAS e stress ossidativo ha chiarito che l’apnea del sonno non è solo un disturbo del riposo, ma una condizione capace di influenzare profondamente la salute cellulare: intervenire tempestivamente significa proteggere non solo il sonno, ma l’equilibrio biologico dell’intero organismo.
Articolo del 29-01-2026
