Dott.ssa Ilaria Laccu

Articolo del 05-03-2026

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è spesso raccontata come un problema di russamento, stanchezza e rischio cardiovascolare. In realtà, può incidere anche su una dimensione più “silenziosa” ma centrale: la salute sessuale

Desiderio, eccitazione, risposta genitale e soddisfazione possono risentirne, con effetti che riguardano uomini e donne e che, se riconosciuti, sono in larga parte gestibili.

 

Perché l’OSAS può influenzare la sfera sessuale?

L’OSAS è un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di collasso delle vie aeree superiori: ne derivano riduzione dell’ossigenazione (ipossia intermittente), micro-risvegli e frammentazione del sonno.

Il quadro non si limita al “dormire poco”: l’organismo passa la notte alternando stress e recupero incompleto, con ripercussioni su metabolismo, sistema nervoso autonomo, infiammazione e funzione vascolare.

I fattori di rischio più comuni includono:

  • eccesso ponderale;
  • circonferenza del collo aumentata;
  • conformazione cranio-facciale predisponente;
  • congestione nasale cronica;
  • consumo di alcol serale;
  • uso di sedativi;
  • fumo;
  • menopausa (nelle donne)
  • invecchiamento.

La sessualità è una funzione “integrata”: dipende da vasi sanguigni, ormoni, sonno ristoratore, energia, umore e immagine di sé. L’OSAS può interferire con più leve contemporaneamente:

  • meccanismi vascolari: l’ipossia intermittente e lo stress ossidativo possono danneggiare l’endotelio (la parete interna dei vasi) e ridurre la disponibilità di ossido nitrico, cruciale per la risposta genitale;
  • iperattivazione simpatica: il sistema nervoso resta “in allerta” anche di notte, ostacolando i processi di rilassamento necessari a desiderio ed eccitazione;
  • alterazioni del sonno REM: il sonno REM è implicato nella regolazione neuroendocrina e nella fisiologia sessuale, compresa la comparsa delle erezioni notturne;
  • impatto psicologico: sonnolenza diurna, irritabilità, calo della motivazione e sintomi ansioso-depressivi possono ridurre desiderio e qualità dell’intimità;
  • comorbidità: obesità, diabete, ipertensione e sindrome metabolica (frequenti in OSAS) sono a loro volta fattori di rischio per disfunzioni sessuali.

 

Effetti sull’apparato sessuale maschile

Ecco i maggiori effetti dell’OSAS sull’apparato sessuale maschile:

Disfunzione erettile e qualità dell’erezione

Negli uomini, l’associazione tra OSAS e disfunzione erettile (DE) è ben documentata: il danno endoteliale e la ridotta ossigenazione compromettono la dinamica vascolare necessaria all’erezione.

In uno studio su pazienti con OSAS, la presenza di disfunzione erettile è risultata frequente e clinicamente rilevante, suggerendo l’utilità di uno screening sessuologico nei percorsi di diagnosi e cura dell’apnea notturna. 

 

Desiderio, energia e ormoni

Il sonno profondo e continuo sostiene l’equilibrio dell’asse neuroendocrino. In alcuni uomini con OSAS si osservano calo della libido, stanchezza e ridotta vitalità

Tuttavia, il legame con il testosterone non è “automatico” e può essere mediato da fattori come obesità e severità dell’OSAS: anche per questo la valutazione va personalizzata e interpretata nel contesto clinico complessivo.

 

Effetti sulla salute sessuale femminile

Nelle donne, il tema è stato storicamente meno indagato, ma le evidenze stanno crescendo: una revisione sistematica e meta-analisi recente indica che la disfunzione sessuale femminile è più frequente nelle donne con OSAS rispetto ai controlli, coinvolgendo domini come desiderio, eccitazione e soddisfazione. 

Qui il contributo dell’OSAS può intrecciarsi con fasi della vita (peri-menopausa/menopausa), disturbi dell’umore e frammentazione del sonno. Inoltre, l’OSAS femminile è spesso sottodiagnosticata, perché i sintomi possono presentarsi meno “classicamente” (più insonnia, cefalea mattutina, affaticamento e tono dell’umore alterato).

 

Sintomi: quando sospettare un impatto sulla sessualità

Oltre ai segnali tipici dell’OSAS (russamento, apnee osservate, sonnolenza diurna), alcuni campanelli d’allarme che meritano attenzione sono:

  • calo persistente del desiderio;
  • difficoltà di eccitazione o risposta genitale (erezione/lubrificazione);
  • peggioramento della soddisfazione sessuale non spiegato da cause relazionali evidenti;
  • stanchezza “non proporzionata” e irritabilità;
  • risvegli frequenti, sonno non ristoratore, cefalea mattutina.

Importante: questi sintomi non “diagnosticano” l’OSAS, ma possono essere l’indizio di un disturbo del sonno che sta influenzando anche la sfera sessuale.

 

Diagnosi: come si accerta l’OSAS

Il percorso diagnostico parte da anamnesi e valutazione del rischio (peso, circonferenza collo, pressione arteriosa, farmaci, alcol).

Gli strumenti più usati includono:

  • questionari di sonnolenza e rischio clinico;
  • esame obiettivo ORL e valutazione delle vie aeree;
  • polisonnografia notturna o poligrafia cardiorespiratoria (a seconda del caso), con quantificazione dell’indice di apnee-ipopnee (AHI) e della desaturazione.

Quando è presente una disfunzione sessuale, può essere utile un approccio integrato:

  • valutazione andrologica/ginecologica;
  • esami ematochimici mirati (ad esempio glicemia, assetto lipidico e, se indicato, ormoni);
  • inquadramento psicologico, quando la componente emotiva pesa sul quadro.

 

Strategie di gestione: cosa cambia davvero

La terapia di riferimento è la CPAP, che stabilizza le vie aeree durante il sonno, riduce le desaturazioni e migliora la continuità del riposo.

Migliorare ossigenazione e qualità del sonno significa agire a monte su energia, umore e meccanismi vascolari.

Nei casi selezionati:

  • dispositivi di avanzamento mandibolare;
  • chirurgia delle vie aeree;
  • terapia posizionale.

Altre terapie possono essere:

Ridurre i fattori che peggiorano apnee e sessualità

Gli interventi a maggior impatto includono:

  • perdita di peso (quando necessaria);
  • attività fisica regolare;
  • riduzione dell’alcol serale;
  • stop al fumo;
  • gestione della congestione nasale;
  • revisione di sedativi e ipnotici con il medico.

Trattare la disfunzione sessuale senza “separarla” dal sonno

Quando l’OSAS è presente, la disfunzione sessuale non va trattata come un fenomeno isolato

In andrologia, per esempio, i PDE5-inibitori possono essere utili, ma la strategia migliore resta, spesso, combinare il trattamento sintomatico con la correzione della causa predisponente (l’OSAS) e delle comorbidità.

Nelle donne, possono essere determinanti il trattamento dell’insonnia/ansia, la gestione del dolore, la valutazione ormonale quando appropriata e un percorso di counseling sessuale.

Proteggere la relazione

L’OSAS può creare distanza: la persona è stanca, il partner dorme male per il russamento, l’intimità perde spontaneità. 

Normalizzare il problema (“non è mancanza di attrazione, è un disturbo curabile”) e condividere il percorso terapeutico spesso migliora sia l’aderenza alla terapia sia la qualità della vita di coppia.

 

FAQ – Domande frequenti sulla correlazione tra OSAS e sessualità

L’OSAS può peggiorare la fertilità?

Può influire indirettamente: infiammazione, alterazioni metaboliche e qualità del sonno possono interferire con ormoni e funzioni riproduttive, soprattutto se coesistono obesità o insulino-resistenza. 

Non è un rapporto lineare “apnea = infertilità”, ma se c’è un percorso di ricerca di gravidanza è sensato ottimizzare anche il sonno.

 

La CPAP può dare fastidio all’intimità di coppia?

All’inizio può creare imbarazzo o difficoltà pratiche, ma spesso accade l’opposto nel medio periodo: dormendo meglio, tornano energia e desiderio. Può aiutare concordare routine (mettere la CPAP dopo l’intimità) e curare comfort/maschera con il centro del sonno.

 

Esistono segnali “diurni” che fanno pensare a OSAS anche senza russamento evidente?

Si: sonnolenza marcata; cali di concentrazione; cefalea mattutina; ipertensione resistente; risvegli con sensazione di soffocamento; nicturia (alzarsi spesso a urinare di notte).

In presenza di questi segnali, una valutazione del sonno è ragionevole anche senza russamento tipico.

Articolo del 05-03-2026

Dott.ssa Ilaria Laccu

Medico Chirurgo specialista in Neurofisiopatologia del sonno. Possiede la certificazione Italiana AIMS di "Medico Esperto in Medicina del Sonno" ed Europea ESRS come "Somnologist" ad indirizzo Respiratorio e Neurologico. Dottorato in Neuroscienze applicato alla ricerca sulla Medicina del Sonno. Responsabile del Centro Neurologico di Cagliari, si occupa dell'inquadramento clinico dei disturbi del sonno e della diagnostica strumentale con polisonnografia notturna completa; personalizza poi la terapia mirata del problema riscontrato tramite una impostazione farmacologica, o comportamentale, o con ventilatore notturno. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Cagliari. Specializzazione in Neurofisiopatologia presso l'Università degli Studi di Cagliari.