Sindrome delle gambe senza riposo

Alla scoperta delle cause della sindrome delle gambe senza riposo

Le più colpite da questo disturbo sono le donne in età fertile, seguite dagli anziani, mentre la componente genetica sembra alquanto rilevante: il 70-80% dei bambini con questo disturbo ha almeno un parente stretto che incontra i criteri per la diagnosi della sindrome, se la patologia si presenta quindi in età adulta la percentuale si assesta intorno al 40-50%. Infine, anche la carenza di ferro può favorire l’insorgenza della sindrome delle gambe senza riposo.

I cinque fattori di rischio

Ci sono alcuni fattori di rischio da tenere in considerazione quando si parla di questa sindrome, ovvero la gravidanza (sintomi più o meno gravi dovuti forse a una questione ormonale), le cattive condizioni di salute (la percentuale è più elevata tra le persone con cattive condizioni di salute fisica e mentale), l’età (che sembra giocare un ruolo fondamentale, con un +4% dopo i 70 anni), il morbo di Parkinson (chi ne è affetto soffre più di sindrome delle gambe senza riposo rispetto alla popolazione generale) e i bassi livelli di ferro (che ne favoriscono l’insorgenza).

Movimenti periodici degli arti

PLMD, da non confondersi con la RLS

Movimenti periodici degli arti e sindrome delle gambe senza riposo vengono spesso erroneamente confusi. Le differenze ci sono, e anche ben evidenti: nella RLS vi è una risposta volontaria per una sensazione di disagio nelle gambe, mentre nella PLMD la risposta è involontaria, e il paziente è spesso inconsapevole di questi movimenti.

Sintomi e diagnosi

Solitamente il paziente lamenta un sonno frammentato, caratterizzato da microrisvegli, oppure un’eccessiva sonnolenza diurna, poiché ignaro dei movimenti e privo di sensazioni anormali negli arti. Solo una polisonnografia potrà quindi delineare il corretto quadro della situazione e permettere dunque a chi soffre di movimenti periodici degli arti di affidarsi alla cura migliore.

Bruxismo

Facciamo un po’ di chiarezza

Spesso il bruxismo è ritmico, come durante la masticazione, altre volte è serrato: la maggior parte dei pazienti non avverte lo sfregamento notturno, e solo il 5% sviluppa quindi dei sintomi come dolore alla mascella o mal di testa, che richiedono trattamenti. È infatti un partner o un genitore che si accorge del bruxismo prima della persona affetta.

Sintomi e terapia

Questo disturbo può causare usura sulle occlusioni superficiali, slivellamenti dovuti a carichi compressori e anche fratture nei denti che si manifestano nel tempo. La terapia è principalmente basata sulla minimizzazione dell’abrasione delle superfici dentali, grazie a un rivestimento protettivo acrilico, o sull’applicazione di un dispositivo chiamato splint, per mantenere i denti nella loro posizione. Meglio vederci chiaro, insomma.

Crampi nel sonno

Differenze con la sindrome delle gambe senza riposo

Sia i crampi nel sonno che la RLS provocano un disagio alle gambe durante il sonno: la RLS non provoca però dolore, né contrazione muscolare, ed è sufficiente muovere le gambe per alleviare il fastidio. Un crampo necessita invece di più tempo per scomparire, e di uno stiramento molto energico dei muscoli interessati.

Le cause principali

Tra le principali cause dei crampi nel sonno troviamo sia particolari condizioni mediche come il diabete, le malattie dei vasi sanguigni, disturbi metabolici e malattie nervose o muscolari, sia circostanze ricorrenti come l’attività fisica intensa, l’uso di particolari farmaci, la disidratazione o l’immobilità. Una lunga serie di cause dunque, che contribuiscono tutte alla comparsa di questo fastidioso fenomeno.

Mioclonie nel sonno

Cosa aumenta le mioclonie?

Così come la frequenza, anche l’intensità delle mioclonie ipnagogiche può aumentare a causa di un’assunzione eccessiva di sostanze stimolanti come la caffeina, oppure da un’intensa attività lavorativa e fisica, o ancora dallo stress emotivo, sempre più comune nell’odierna società.

Percentuali e fasce d’età

Le mioclonie sono “democratiche”, interessando infatti entrambi i sessi e tutte le fasce d’età. Contrazioni spesso isolate e saltuarie che si riscontrano oggi in circa il 60-70% della popolazione.