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Apnee Ostruttive nel Sonno e patente di guida

Durante il rinnovo della patente di guida, i soggetti affetti da apnee ostruttive nel sonno (OSAS) dovranno presentare ai medici competenti una certificazione medica attestante lo stato di salute, l’aderenza alla terapia e assenza di sonnolenza residua diurna, per evitare di vedersi ritirata la patente per un tempo molto lungo, di non venire coperto dalla compagnia di assicurazione, di perdere il proprio lavoro o rischiare conseguenze penali.

Ormai sono passati due anni da quando sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale sia il Decreto Legge per il Recepimento della direttiva della Commissione 2014/85/UE che il Decreto contenente gli indirizzi medico-legali da osservare per l’accertamento dell’idoneità alla patente di guida dei soggetti affetti da apnee ostruttive nel sonno ed eccessiva sonnolenza diurna. A spiegare la differenza tra sonnolenza normale e eccessiva ci aiuta il Dott. Francesco Fanfulla. Il Direttore del Centro di Medicina del Sonno presso la Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia ci spiega che: “La sonnolenza diurna è una condizione abituale e, entro certi limiti, fisiologica. La sonnolenza diurna eccessiva viene definita come una sensazione soggettiva di un imperioso bisogno di sonno in una condizione non usuale (di tempo e luogo) o episodio di addormentamento non intenzionale o in una condizione non usuale (di tempo e luogo). Vi sono momenti della giornata in cui non bisognerebbe avere sonno. L’eccessiva sonnolenza diurna viene spesso confusa con la fatica, anche se spesso sono associate. La fatica è definita come una difficoltà crescente a compiere un’attività. La fatica si cura o si controlla con il riposo; la sonnolenza si cura o si controlla dormendo”. La maggior parte degli incidenti stradali, professionali e non, dovuti a Eccessiva Sonnolenza Diurna (ESD) coinvolge, infatti, individui affetti da questa sindrome con un rischio stimato 5-7 volte maggiore rispetto alla popolazione sana [1]. L’ESD è inoltre tra i sintomi diurni dei soggetti affetti da apnee ostruttive nel sonno, coinvolgendo il 3-7% degli uomini e il 2-5% delle donne, entrambe in età adulta. In Italia, recentemente, sono stati stimati i costi socio-sanitari dovuti a incidenti stradali causati da pazienti affetti da OSAS che ammontano a circa 37 milioni di euro [2]. Nell’ambito dei pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno viene peraltro dimostrato come le performance di guida migliorino in maniera significativa una volta istaurata l’opportuna terapia (ad esempio tramite CPAP, ventilazione a pressione positiva), in parallelo alla riduzione del rischio di incorrere in reali incidenti automobilistici.

COSA SUCCEDE SE DEVO RINNOVARE LA PATENTE?

Durante il rinnovo, nel caso in cui il soggetto sia affetto da apnee ostruttive nel sonno (OSAS) dovrà presentare ai medici del competente Ufficio ASL o ad altri medici autorizzati, come il medico della scuola guida, una certificazione medica attestante il suo stato di salute, l’aderenza alla terapia e assenza di sonnolenza residua diurna (Allegato IV del decreto attuativo). Il soggetto otterrà o vedrà rinnovata la propria patente per tre anni se la patente è di tipo A o B, o di un anno per tutte le altre tipologie di patenti. Quindi nessuno verrà privato della propria patente, solo che si avrà una validità temporale ridotta della stessa, incentivando il soggetto a controlli sanitari periodici e garantendo maggior sicurezza stradale per tutti. Nel caso in cui non sia stata diagnosticata ancora la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e il medico competente riscontri un rischio medio/alto, il soggetto potrà essere indirizzato alla Commissione Medico Locale che potrà decidere a sua volta se sottoporre a esami più approfonditi, come la polisonnografia. Omettere il proprio stato di salute durante la visita medica può comportare delle gravi conseguenze, come vedersi ritirata la patente per un tempo molto lungo, di non venire coperto dalla compagnia di assicurazione, di perdere per sempre il proprio lavoro oltre che conseguenze anche penali. A tal proposito si ricorda che la Suprema Corte ha stabilito che il “colpo di sonnoè causa imputabile al guidatore nella stessa misura della semplice “distrazione” [3] e che “in tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo” il colpo di sonno è un fattore prevedibile quando è dovuto a uno “stato di spossatezza per lunga veglia, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida” [4]

 

Riferimenti

1. Disturbi del sonno ed incidenti stradali nell'autotrasporto. Garbarino, Sergio. (2008). 2. Il costo delle malattie: valutazione dell’impatto della sindrome da apnea ostruttiva nel sonno sull’economia italiana. Croce D, Banfi G, Braghiroli A, et al. 2006 Sanità Pubblica e Privata; 5: 26-43 3. Cassazione civile, sez. III, 31 agosto 2009, sentenza n. 18928 4. Cassazione penale, sez. IV, 20 maggio 2004, sentenza n. 32931

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